Batterie a bottone, al Bambino Gesù 7 ricoveri nel 2026 per lesioni all'esofago

Notizia in breve

Al Bambino Gesù di Roma i ricoveri per batterie a bottone bloccate nell’esofago sono saliti a 7 nei primi sette mesi del 2026, contro 2 in tutto il 2025. Sei casi tra maggio e luglio hanno causato gravi lesioni e cure multispecialistiche.

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Batterie a bottone, al Bambino Gesù 7 ricoveri nel 2026 per lesioni all'esofago
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Sette bambini sono stati ricoverati nei primi sette mesi del 2026 all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma dopo l’ingestione di batterie a bottone rimaste bloccate nell’esofago. Nell’intero 2025 i casi con conseguenze clinicamente rilevanti erano stati due. Sei dei sette episodi registrati quest’anno si sono concentrati tra maggio e luglio e hanno provocato gravi lesioni, rendendo necessarie cure affidate a più specialisti e, in alcuni casi, il ricovero in terapia intensiva.

Il pericolo nasce quando la batteria non raggiunge lo stomaco e resta ferma nell’esofago. Il contatto con i tessuti può innescare rapidamente una reazione capace di provocare un’ustione della parete esofagea. Le lesioni possono comparire già nell’arco di due ore e, nelle situazioni più serie, estendersi alle strutture vicine.

Tra le possibili complicazioni figurano perforazioni, restringimenti dell’esofago e fistole verso la trachea o i grandi vasi sanguigni. In questi ultimi casi possono verificarsi emorragie molto gravi anche a distanza di giorni o settimane dalla rimozione della batteria.

Uno degli aspetti più insidiosi è che l’ingestione può non essere vista da un adulto. Il bambino, inoltre, può non mostrare subito sintomi evidenti. I segnali possibili comprendono difficoltà a deglutire, salivazione abbondante, vomito, tosse improvvisa, cambiamenti della voce e dolore al torace o all’addome.

In presenza di un’ingestione certa o anche soltanto sospetta è necessario raggiungere rapidamente il pronto soccorso. Non bisogna provocare il vomito né somministrare cibi o bevande con l’obiettivo di far avanzare la batteria. Nei bambini con più di 12 mesi, capaci di deglutire e quando l’episodio risale presumibilmente a meno di 12 ore, può essere dato miele nella quantità di 10 millilitri ogni 10 minuti, fino a un massimo di sei dosi. Questa misura può rallentare il danno ma non deve ritardare l’arrivo in ospedale.

I dati raccolti dal Bambino Gesù mostrano che l’ingestione di oggetti estranei è un problema più ampio. Da gennaio 2025 all’11 agosto 2026 circa 650 bambini sono arrivati al pronto soccorso dell’ospedale dopo avere ingerito un corpo estraneo. Nella maggior parte dei casi l’oggetto è stato espulso spontaneamente, mentre in 34 episodi è stata necessaria un’estrazione endoscopica.

Le batterie rappresentano solo una parte delle ingestioni complessive, ma incidono in modo rilevante sulle emergenze. Sono infatti responsabili di circa un intervento urgente su tre tra quelli eseguiti per rimuovere corpi estranei.

Questi piccoli elementi sono presenti in molti oggetti utilizzati ogni giorno, tra cui telecomandi, chiavi elettroniche delle automobili, bilance, termometri, orologi, calcolatrici, apparecchi acustici, giocattoli, luci decorative e biglietti musicali. Le dimensioni ridotte rendono più facile che finiscano nelle mani di un bambino, soprattutto quando il vano batteria può essere aperto senza strumenti.

Per ridurre il rischio è consigliabile controllare che gli alloggiamenti siano fissati con una vite o con sistemi che richiedano un attrezzo per l’apertura. Batterie nuove, usate o esaurite devono essere conservate fuori dalla vista e dalla portata dei bambini, mentre quelle non più utilizzabili vanno smaltite senza lasciarle in cassetti o contenitori accessibili.

Il controllo non riguarda soltanto la propria casa. Telecomandi, vecchi giocattoli e dispositivi con vani poco protetti possono essere presenti anche nelle abitazioni dei nonni, nelle case di villeggiatura e negli altri luoghi frequentati dai più piccoli.

Per affrontare i casi più complessi il Bambino Gesù dispone di un’équipe composta da endoscopisti digestivi pediatrici, specialisti dell’emergenza, cardiochirurghi, anestesisti-rianimatori, otorinolaringoiatri, radiologi e personale infermieristico formato per questo tipo di emergenza.

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