Vannacci presenta il programma di Futuro Nazionale, da euro e migranti al femminicidio

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Roberto Vannacci pubblica la prima parte del programma 2027-2037 di Futuro Nazionale, con proposte su euro, femminicidio, libertà d’espressione e migranti. Il partito punta anche su remigrazione, cittadinanza più rigida e sgravi al lavoro italiano.

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Roberto Vannacci ha pubblicato l’11 agosto la prima parte della base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale, il documento con cui il partito definisce le proprie priorità politiche per il periodo 2027-2037. Il testo affronta, tra gli altri temi, immigrazione, cittadinanza, euro, giustizia, libertà d’espressione, violenza contro le donne e politiche per il lavoro.

Secondo Vannacci, il programma nasce dal confronto con gli iscritti e servirà come riferimento per due legislature. Altre due parti saranno diffuse nelle prossime settimane. Futuro Nazionale si definisce una forza di destra identitaria legata alla tradizione romana e cristiana e indica tra i propri principi la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana, la sicurezza, il merito e la sovranità nazionale.

Uno dei capitoli riguarda la libertà di espressione. Il partito sostiene che le opinioni non debbano diventare materia penale quando non esiste un collegamento con atti concreti di violenza e annuncia l’intenzione di intervenire sui cosiddetti reati d’opinione. Tra gli obiettivi indicati c’è l’abrogazione della legge Mancino e l’opposizione a nuove norme considerate limitative della manifestazione del pensiero.

Futuro Nazionale propone inoltre di modificare l’articolo 23, comma 4-bis, del Codice della Strada, che disciplina anche alcuni divieti relativi ai contenuti pubblicitari. Il partito chiede criteri più rigidi e oggettivi per autorizzare o rimuovere manifesti e affissioni, con l’esclusione di valutazioni discrezionali sul contenuto politico o valoriale. Nel programma compare anche l’ipotesi di un ricorso rapido, entro 72 ore, contro eventuali rimozioni ritenute arbitrarie.

Sul fronte economico, il documento affronta il rapporto tra Italia ed eurozona. Futuro Nazionale ritiene che il Paese debba mantenere aperte entrambe le possibilità: restare nell’euro chiedendo una revisione degli attuali vincoli di politica monetaria oppure valutare, in determinate condizioni, l’uscita dalla moneta unica. Il partito riconosce che un abbandono immediato e privo di una strategia potrebbe provocare danni alle imprese, all’occupazione e ai settori produttivi.

Nel programma viene espressa anche la contrarietà all’introduzione di una fattispecie autonoma di femminicidio. In Italia il delitto di femminicidio è stato introdotto nel 2025 come reato specifico, punito con l’ergastolo nei casi previsti dalla legge. Futuro Nazionale propone invece di ricondurre l’uccisione di una donna alla disciplina generale dell’omicidio, mantenendo le pene più severe già previste per chi commette il delitto.

Il partito concentra l’intervento soprattutto sulla prevenzione della violenza. Tra le misure indicate figurano il rafforzamento delle procedure del Codice Rosso, una maggiore disponibilità di dispositivi elettronici per controllare le persone sottoposte a misure cautelari e programmi di formazione destinati alla magistratura per gestire i casi considerati ad alto rischio. Il documento sostiene inoltre la necessità di intervenire rapidamente quando esistono elementi concreti che facciano temere nuove violenze.

Un ampio spazio è riservato all’immigrazione attraverso un Piano di Remigrazione articolato in 22 misure. Futuro Nazionale propone sgravi alle aziende che assumono lavoratori italiani nei settori caratterizzati da una forte presenza di manodopera extracomunitaria. Una parte delle risorse che il partito ritiene di poter risparmiare con la riduzione dell’immigrazione dovrebbe essere destinata al taglio del cuneo fiscale, con l’obiettivo di aumentare gli stipendi senza far crescere il costo del lavoro per le imprese.

Il programma collega inoltre i sussidi di disoccupazione alla disponibilità ad accettare lavori compatibili con le condizioni di salute, l’età e la situazione logistica del beneficiario. Per i cittadini stranieri viene proposta una limitazione dell’accesso ad alcuni benefici sociali straordinari, tra cui edilizia popolare, bonus e determinate forme di sostegno al reddito. Resterebbe invece garantita, secondo il testo, l’assistenza in presenza di gravi necessità sanitarie.

Per le procedure di trattenimento ed espulsione degli stranieri irregolari, Futuro Nazionale propone di affidare al personale medico militare la valutazione sanitaria sull’idoneità al rimpatrio. Il partito sostiene che l’accertamento debba basarsi esclusivamente su criteri clinici e chiede procedure più rapide nei casi in cui la documentazione sanitaria impedisca o rallenti l’allontanamento dal territorio nazionale.

Anche gli ingressi per motivi di lavoro verrebbero sottoposti a criteri più restrittivi. Il programma prevede quote limitate, accordi con i Paesi di origine per garantire rimpatri rapidi in caso di reati o cessazione del contratto e una selezione che tenga conto anche della compatibilità culturale. Futuro Nazionale propone di privilegiare cittadini provenienti da Paesi a maggioranza cristiana e da Stati con cui risultino efficaci gli accordi di riammissione.

La linea sulla cittadinanza esclude sia lo ius soli sia lo ius scholae. Per presentare domanda, secondo la proposta, uno straniero dovrebbe avere almeno 20 anni di soggiorno regolare in Italia, conoscere la lingua italiana a livello C1, non avere condanne penali e sottoscrivere una dichiarazione di assimilazione ai riferimenti culturali indicati dal partito. Per i cittadini dell’Unione europea responsabili di determinati reati viene inoltre prospettato un ampliamento dei casi in cui sarebbe possibile disporre l’allontanamento per motivi di ordine pubblico o sicurezza.

Tra gli interventi contro il calo demografico compare infine un incentivo fiscale destinato agli italiani in età lavorativa residenti all’estero che scelgano di trasferirsi nel Paese. La proposta guarda anche alle comunità italiane presenti in Stati come Argentina, Brasile e Venezuela e punta ad affiancare il rientro dei cittadini italiani a politiche di più lungo periodo per sostenere la natalità.

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