Video diavolo di sabbia a Foggia, come nasce il dust devil e perché non è una tromba d'aria

Notizia in breve

Un dust devil è stato ripreso il 9 agosto lungo la SP76 verso Zapponeta, nel Foggiano. Il vortice, favorito da suolo molto caldo, cielo sereno e vento debole, solleva polvere ma nasce con un meccanismo diverso da trombe d’aria e tornado.

Foggia
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Un vortice di polvere si è sollevato domenica 9 agosto lungo la strada provinciale 76 diretta verso Zapponeta, in provincia di Foggia, attirando l’attenzione degli automobilisti e finendo rapidamente nei video condivisi online. Il fenomeno osservato nel Foggiano è un dust devil, chiamato anche diavolo di sabbia o di polvere, e non una tromba d’aria legata a un temporale.

La colonna rotante può ricordare a prima vista un piccolo tornado, soprattutto quando trascina sabbia e detriti verso l’alto. Il meccanismo che la produce, però, è differente. I dust devil si sviluppano soprattutto nelle giornate molto calde, con cielo sereno, terreno asciutto e venti generalmente deboli, condizioni che permettono alla superficie di scaldarsi intensamente sotto il Sole.

Il processo parte proprio dal terreno. Quando il suolo raggiunge temperature elevate, riscalda lo strato d’aria immediatamente sovrastante. Quest’aria diventa più calda e meno densa rispetto a quella presente qualche metro più in alto e tende quindi a salire rapidamente, creando una corrente ascensionale localizzata.

Se durante la risalita intervengono piccole irregolarità nei movimenti dell’aria o differenze locali dovute alla conformazione del terreno, la corrente può iniziare a ruotare. L’aria circostante viene richiamata verso il centro e la rotazione accelera mentre la struttura si allunga in verticale. Polvere, sabbia e materiale leggero sollevati dal suolo rendono così visibile il vortice.

È proprio l’origine al livello del terreno a distinguere il dust devil dai fenomeni tornadici associati alle nubi temporalesche. Le trombe d’aria e i tornado sono collegati a sistemi convettivi e a forti temporali, mentre il diavolo di sabbia può comparire durante una giornata apparentemente stabile e soleggiata, senza cumulonembi nelle immediate vicinanze.

I terreni aridi e le superfici che si scaldano rapidamente favoriscono la formazione di questi mulinelli. Per questo il fenomeno è frequente nelle aree desertiche e semiaride, ma può verificarsi anche in zone agricole, lungo strade sterrate, su campi secchi o vicino a superfici che presentano forti differenze di temperatura.

La maggior parte dei dust devil resta di dimensioni contenute e dura soltanto pochi minuti. Le strutture più comuni hanno diametri nell’ordine di alcuni metri o di qualche decina di metri, anche se in condizioni particolarmente favorevoli possono svilupparsi vortici più grandi e persistenti. L’intensità resta comunque, nella maggior parte dei casi, molto inferiore a quella di un tornado.

Il vortice continua ad alimentarsi finché trova aria molto calda vicino al terreno. Quando si sposta sopra una superficie più fresca oppure viene meno la differenza di temperatura necessaria a sostenere la corrente ascensionale, la rotazione perde energia e la colonna si dissolve rapidamente.

Anche se generalmente sono fenomeni brevi e poco dannosi, i dust devil non vanno sottovalutati quando attraversano aree frequentate. Le raffiche possono sollevare polvere e trascinare oggetti poco pesanti, come teli, sedie, piccoli gazebo o ombrelloni non fissati correttamente.

Su spiagge, campeggi e spazi aperti il rischio principale deriva proprio dagli oggetti trasportati dalla rotazione, che possono colpire le persone presenti nelle vicinanze. Gli episodi più intensi sono rari, ma dimostrano che anche un vortice nato con cielo sereno può provocare danni se incontra strutture leggere o materiali non ancorati.

Il video registrato sulla SP76 nel Foggiano mostra quindi un fenomeno spettacolare ma ben conosciuto dalla meteorologia. Il forte riscaldamento del terreno durante le giornate estive crea le condizioni necessarie perché una piccola massa d’aria inizi a salire e ruotare, trasformando in pochi istanti polvere e sabbia in una colonna visibile anche a distanza.

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