Verona, donna si toglie la vita dopo anni di presunti maltrattamenti: compagno ai domiciliari
A Verona un 58enne è ai domiciliari con braccialetto elettronico, indagato per maltrattamenti aggravati dalla morte della compagna di 56 anni, che ad aprile si è tolta la vita dopo anni di presunte violenze, minacce e umiliazioni subite.
Un uomo di 58 anni è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a Verona nell’ambito dell’indagine sulla morte della compagna, una donna di 56 anni che si è tolta la vita nell’aprile 2026. La Procura lo ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna avrebbe subito per anni comportamenti violenti, minacce e umiliazioni all’interno della relazione. Gli episodi contestati sarebbero iniziati almeno nel 2019 e avrebbero inciso in modo crescente sulla sua vita quotidiana e sui rapporti personali.
Gli inquirenti ipotizzano che il compagno cercasse di limitarne la libertà, impedendole di frequentare gli amici. L’uomo l’avrebbe inoltre picchiata e avrebbe minacciato di diffondere fotografie intime nel caso in cui lei avesse deciso di interrompere la relazione. Le intimidazioni, secondo l’accusa, avrebbero coinvolto anche persone vicine alla 56enne.
Prima di morire, la donna aveva lasciato un biglietto nel quale descriveva una situazione diventata per lei insostenibile e attribuiva al compagno la volontà di rovinarle la vita. Quel messaggio è entrato tra gli elementi valutati dagli investigatori nel ricostruire quanto sarebbe accaduto negli anni precedenti.
La 56enne aveva già tentato di togliersi la vita nel 2025. Nell’aprile successivo ha compiuto il gesto definitivo. Dopo gli accertamenti svolti dalla Procura di Verona, è stata chiesta una misura cautelare nei confronti del compagno.
Il giudice per le indagini preliminari Enrico Zuccon ha accolto la richiesta disponendo per il 58enne gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le contestazioni sono allo stato delle indagini e dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
Per chi subisce violenza o stalking è attivo il numero nazionale 1522, servizio pubblico gratuito che offre ascolto e orientamento alle vittime anche attraverso strumenti di contatto online.
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