Ohio, padre si finge la figlia 11enne su TikTok e spara al presunto stupratore

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Malik Chandler, 31 anni, avrebbe attirato nella sua casa di Grove City il 20enne accusato di aver violentato la figlia di 11 anni, fingendosi lei su TikTok. Durante il confronto ha sparato, ferendolo con due colpi e finendo sotto accusa.

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Si sarebbe finto la figlia di 11 anni su TikTok per convincere il giovane accusato di averla violentata a tornare nella loro abitazione. Una volta arrivato, però, il confronto è degenerato e Malik Chandler, 31 anni, ha aperto il fuoco contro Diego Montoya Gonzalez, 20 anni, ferendolo con due colpi. L'episodio è avvenuto il 16 luglio 2026 a Grove City, in Ohio.

La vicenda era iniziata il giorno precedente, quando la madre della bambina aveva trovato sul telefono della figlia un video che, secondo l'accusa, mostrava un'aggressione sessuale avvenuta all'interno dell'abitazione. Dopo la scoperta, Chandler avrebbe utilizzato l'account TikTok della minore fingendo di essere lei e avrebbe convinto Montoya Gonzalez a presentarsi nuovamente a casa.

Agli investigatori il padre avrebbe spiegato che il suo piano iniziale era quello di affrontare il ventenne, trattenerlo nell'abitazione e chiamare successivamente la polizia. La situazione sarebbe cambiata quando Chandler ha visto il giovane portare una mano verso una tasca, gesto che avrebbe interpretato come il tentativo di prendere un'arma.

A quel punto Chandler ha afferrato una pistola che si trovava sul bancone e ha sparato. Quando gli agenti sono arrivati hanno trovato Montoya Gonzalez ferito da due proiettili. Il ventenne è stato soccorso e trasportato al Grant Medical Center di Columbus; le ferite riportate non sono state considerate mortali.

Per Chandler sono poi scattate le accuse di aggressione aggravata e possesso di arma mentre era sottoposto a un divieto previsto dalla legge dell'Ohio. Quest'ultima contestazione deriva da una precedente condanna per furto con scasso risalente al 2010, quando l'uomo era ancora minorenne, che gli impediva di detenere legalmente una pistola.

Secondo gli atti del procedimento, proprio l'accusa relativa all'arma potrebbe aumentare sensibilmente la pena in caso di condanna. Chandler rischierebbe complessivamente fino a 18 anni di carcere; senza tale contestazione, la pena massima indicata sarebbe di 12 anni, oltre a una possibile multa fino a 15 mila dollari.

Il 31enne si è dichiarato non colpevole. Dopo il versamento di 10 mila dollari per la cauzione, è stato sottoposto a controllo elettronico e gli è stato vietato di avvicinarsi a Montoya Gonzalez e ai suoi familiari. Le restrizioni sono state disposte anche dopo un episodio avvenuto nei pressi del tribunale.

Secondo la pubblica accusa, Chandler avrebbe seguito alcuni familiari del ventenne durante le udienze e avrebbe minacciato il fratello di Montoya Gonzalez, facendo riferimento alla possibilità di sparargli. L'uomo ha respinto questa ricostruzione davanti al giudice.

La madre di Chandler ha difeso pubblicamente il comportamento del figlio, sostenendo che avrebbe reagito dopo aver saputo delle violenze contestate a Montoya Gonzalez ai danni della nipote. La donna ha ricordato la differenza di età tra il ventenne e la bambina di 11 anni e ha affermato di comprendere la volontà del figlio di proteggerla.

Anche Montoya Gonzalez deve affrontare un procedimento penale. Un grand jury della contea di Franklin lo ha incriminato per due capi d'accusa di stupro, cinque contestazioni legate alla diffusione di materiale sessualmente esplicito riguardante minori e un'accusa di intralcio all'attività delle autorità.

Gli investigatori avrebbero inoltre trovato sul suo telefono diversi filmati contenenti presunti abusi sessuali su minori. Tra il materiale sequestrato ci sarebbe anche un video relativo a un neonato o a un bambino molto piccolo. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del procedimento giudiziario.

Montoya Gonzalez si è dichiarato non colpevole davanti al tribunale della contea di Franklin. Il giudice ha stabilito per lui una cauzione composta da 20 mila dollari su riconoscimento di debito e 50 mila dollari in contanti, imponendogli anche il divieto di contattare la bambina e la sua famiglia e forti limitazioni all'uso di internet.

Dopo essere risultato nuovamente libero, il ventenne è stato arrestato ancora una volta con nuove accuse, tra cui violazione di domicilio e furto. I dettagli di questo secondo episodio non sono stati ancora chiariti pubblicamente e restano separati dal procedimento relativo alle presunte violenze sulla minore.

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