Courtney Love e il fascicolo su Kurt Cobain, la richiesta del 1995 respinta dalla polizia
Courtney Love chiese nel 1995 alla polizia di Seattle l’intero fascicolo sulla morte di Kurt Cobain, comprese le foto, senza lasciare copie negli archivi. La richiesta fu respinta e il caso resta ufficialmente classificato come suicidio.
Courtney Love tentò di ottenere dalla polizia di Seattle l’intero fascicolo investigativo sulla morte del marito Kurt Cobain, chiedendo che negli archivi del dipartimento non rimanessero copie dei documenti. La richiesta, presentata nell’ottobre 1995 attraverso un avvocato, non venne accolta.
La lettera fu inviata circa un anno e mezzo dopo la morte del leader dei Nirvana, trovato senza vita l’8 aprile 1994 nella serra della sua abitazione di Seattle. Gli investigatori stabilirono che il musicista, 27 anni, era morto alcuni giorni prima in seguito a un colpo d’arma da fuoco autoinflitto.
Nel documento, il legale di Love chiedeva la consegna del fascicolo completo dell’indagine, comprese le fotografie scattate sul luogo del ritrovamento, i materiali personali e gli altri atti raccolti dalla polizia. La richiesta prevedeva inoltre che il dipartimento non conservasse ulteriori registrazioni o duplicati.
Secondo quanto riportato nella lettera, Courtney Love e gli eredi di Cobain ritenevano completa l’indagine svolta dalle autorità e accettavano senza riserve la conclusione del suicidio. Il legale motivava la domanda anche con il timore che persone esterne potessero diffondere o vendere materiale riservato contenuto nel fascicolo.
La polizia di Seattle decise però di mantenere gli atti nei propri archivi. L’ex capitano Neil Low ha definito la richiesta ingiustificabile, sostenendo che la consegna integrale dei documenti avrebbe compromesso la conservazione dei registri pubblici e la possibilità di controllare l’operato degli investigatori.
Nel 2014 il caso venne riesaminato da un detective della squadra che si occupava di indagini irrisolte, dopo il ritrovamento di alcuni rullini fotografici non sviluppati. La revisione non portò a elementi capaci di modificare l’esito ufficiale, che continua a indicare il suicidio come causa della morte di Kurt Cobain.
Nonostante la posizione mantenuta dalle autorità e condivisa da Courtney Love, nel corso degli anni sono circolate numerose ipotesi alternative. La polizia di Seattle ha continuato a considerare chiusa l’indagine, respingendo le richieste di riapertura avanzate da gruppi convinti che il musicista sia stato ucciso.
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