Carlos Alcaraz si allena con un occhio coperto, come funziona lo Sport Vision Training
Carlos Alcaraz si allena con un occhio coperto mentre prepara il rientro al Masters 1000 di Cincinnati dopo l’infortunio al polso destro. L’esercizio punta a migliorare reazione, coordinazione e percezione della traiettoria.
Carlos Alcaraz ha inserito esercizi con un occhio coperto nella preparazione per il rientro al Masters 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto. Il tennista spagnolo, fermo da aprile per un infortunio al polso destro, sta aumentando progressivamente l’intensità degli allenamenti.
Durante una sessione in campo, Alcaraz è apparso con un piccolo dispositivo forato davanti a un occhio. Non si tratta di una benda usata per proteggere la vista, ma di uno strumento collegato allo Sport Vision Training, un metodo che punta ad allenare il rapporto tra percezione visiva, risposta del cervello e movimento del corpo.
Nel tennis non basta distinguere con chiarezza gli oggetti fermi. I giocatori devono seguire una palla che può superare i 200 chilometri orari, valutarne la profondità, anticipare la traiettoria e coordinare in pochi istanti gambe, busto, braccio e racchetta. Per questo gli esercizi visivi lavorano su reazione, visione periferica, contrasto e tracciamento degli oggetti in movimento.
Ogni persona tende a utilizzare maggiormente uno dei due occhi. Coprire quello dominante costringe il sistema nervoso a sfruttare con maggiore intensità l’altro e a cercare segnali alternativi per calcolare distanza e velocità della pallina. Il cervello può affidarsi, per esempio, al cambiamento delle dimensioni dell’immagine sulla retina e agli spostamenti nello spazio.
La limitazione temporanea della visione binoculare obbliga inoltre il giocatore a modificare il posizionamento, il lavoro dei piedi e il punto di impatto. Una volta rimosso il dispositivo, la normale percezione può apparire più rapida e precisa, con una sensazione soggettiva di maggiore controllo sulla traiettoria della palla.
Gli studi sul training visivo hanno registrato risultati soprattutto nelle capacità dinamiche. Un programma di otto settimane condotto su giocatori di tennis ha rilevato progressi nella coordinazione occhio-mano, nei tempi di reazione e nelle prove tecniche, mentre l’acuità visiva statica è rimasta sostanzialmente invariata.
Le ricerche disponibili indicano però che gli effetti possono cambiare in base al tipo di esercizio, alla durata del programma e alle caratteristiche dell’atleta. Questi strumenti vengono quindi utilizzati come parte di una preparazione più ampia, insieme al lavoro tecnico, atletico e riabilitativo.
Per Alcaraz, attualmente numero tre del ranking mondiale, Cincinnati rappresenta il possibile ritorno alle competizioni dopo quasi quattro mesi di stop. Il torneo servirà anche a verificare la risposta del polso destro in vista dello US Open.
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