Verona, pittore confessa l'omicidio della madre e la difesa chiede una perizia psichiatrica
Andrea Rizzardi Recchia, pittore di 52 anni, ha confessato di aver ucciso la madre 88enne con due coltellate nella loro casa di Verona. È in carcere per omicidio volontario, mentre la difesa chiede accertamenti psichiatrici.
Andrea Rizzardi Recchia, pittore veronese di 52 anni, ha ammesso di aver ucciso la madre Grazia Rizzardi, 88 anni, colpendola due volte con un coltello. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e trasferito nel carcere di Verona.
Il delitto è avvenuto venerdì 31 luglio, intorno alle 10.30, nell’abitazione di famiglia in via Boccioni, nel quartiere Borgo Venezia. Secondo la ricostruzione fornita dal figlio agli investigatori, una coltellata avrebbe raggiunto la donna alla schiena e la seconda all’addome, in rapida successione.
Durante l’interrogatorio, Recchia ha sostenuto di aver agito pensando di assecondare una richiesta della madre. A suo dire, l’anziana avrebbe espresso più volte il desiderio di morire a causa delle proprie condizioni di salute. La donna soffriva di dolori alle gambe, sordità e deterioramento cognitivo, oltre a un quadro clinico compromesso.
Il cinquantaduenne è stato ascoltato per circa due ore negli uffici della questura dal pubblico ministero Alberto Sergi. Ha risposto alle domande e descritto quanto accaduto, ma nel corso dell’audizione avrebbe pronunciato anche frasi scollegate dal delitto.
I suoi avvocati, Stefano Marcolini e Stefano Ederle, ritengono necessario approfondire le condizioni psichiche dell’assistito attraverso una valutazione specialistica. Gli eventuali disturbi, al momento, devono ancora essere accertati da esperti.
Dopo l’interrogatorio, Recchia è stato portato nella casa circondariale di Verona e assegnato a una sezione ordinaria, in una cella condivisa con altri due detenuti. Il pubblico ministero ha chiesto al giudice per le indagini preliminari Carola Musio di convalidare l’arresto e applicare la custodia cautelare in carcere.
L’udienza di convalida è prevista lunedì 3 agosto alle 9.30 all’interno del carcere veronese. La difesa valuta anche un ricorso al Tribunale del Riesame di Venezia per ottenere una misura diversa dalla detenzione, con il possibile trasferimento dell’uomo in una struttura sanitaria specializzata.
Secondo quanto riferito dai legali, Recchia non comprenderebbe le ragioni della permanenza in carcere e continuerebbe a sostenere di aver agito per alleviare le sofferenze della madre. L’uomo sarebbe inoltre convinto di poter tornare presto in libertà e riprendere a lavorare.
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