Incidente aereo in Perù, sette italiani morti nello schianto vicino alle Linee di Nazca
Un aereo turistico è precipitato il 1° agosto vicino alle Linee di Nazca, in Perù, causando 13 morti, tra cui sette italiani di due famiglie brianzole. Nessun superstite; le autorità indagano sulle cause e preparano il rimpatrio delle salme.
Un volo turistico sulle Linee di Nazca si è concluso con la morte di tutte le 13 persone a bordo. L’aereo della compagnia peruviana Aerodiana è precipitato il 1° agosto nel sud del Perù, a pochi chilometri dalla città di Nazca, senza lasciare superstiti. Tra le vittime figurano sette cittadini italiani appartenenti a due famiglie della Brianza.
Il velivolo, un Cessna Grand Caravan, era partito dall’aeroporto di Pisco con undici turisti europei e due membri dell’equipaggio. Durante il viaggio è stata segnalata un’emergenza, poi i contatti radio si sono interrotti. L’aereo è caduto al suolo e ha preso fuoco. Le autorità peruviane hanno avviato un’indagine per ricostruire la dinamica e accertare le cause, al momento ancora sconosciute.
Le vittime italiane sono Paolo Gianturco, 59 anni, la moglie Cristina Maria Bianco, 57, e i figli Matteo, 24, e Pietro, 18, residenti a Monza. Con loro viaggiavano gli amici Massimo Angelucci ed Elena Sala, entrambi di 58 anni, e il figlio Lorenzo Angelucci, 24 anni, legati ai comuni di Seregno e Lissone.
Gianturco lavorava come senior partner nel settore della consulenza finanziaria e tecnologica ed era anche docente universitario. La moglie ricopriva un incarico dirigenziale nell’ambito delle risorse umane. Matteo studiava Economia all’Università di Bergamo, mentre Pietro aveva appena terminato le scuole superiori e si preparava a iniziare l’università.
Massimo Angelucci era titolare di un’azienda di componenti meccanici con sede a Lissone, gestita insieme alla moglie Elena. Il figlio Lorenzo aveva da poco conseguito la laurea al Politecnico di Milano. Le due famiglie erano legate da una lunga amicizia e condividevano la passione per i viaggi. Una fotografia scattata prima della partenza le mostra insieme, sorridenti, durante i preparativi per la vacanza in Perù.
Oltre ai sette italiani, nello schianto sono morti due turisti tedeschi, due cittadini spagnoli e i due piloti peruviani. I corpi recuperati sono stati affidati alle autorità giudiziarie locali per gli accertamenti previsti. L’Ambasciata italiana a Lima e la Farnesina stanno seguendo le procedure necessarie al rimpatrio delle salme e mantengono i contatti con i familiari.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il cordoglio del Governo ai parenti delle vittime. Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dal presidente della Lombardia Attilio Fontana e dai sindaci di Monza, Seregno e Lissone, i territori nei quali le famiglie vivevano, studiavano e lavoravano.
Notizie correlate
Aereo sulle Linee di Nazca, chi sono i sette italiani tra le 13 vittime dello schianto in Perù Un aereo turistico diretto alle Linee di Nazca si è schiantato nel sud del Perù, uccidendo tutte le 13 persone a bordo.
Incidente aereo a Nashville: 5 morti dopo lo schianto su autostrada