Dafne Rebaudo morta a Tor Bella Monaca, fermato il compagno Mohamed Trabelsi

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La polizia ha fermato Mohamed Trabelsi per la morte di Dafne Rebaudo, precipitata il 13 luglio da una terrazza a Tor Bella Monaca. Testimonianze, video e incongruenze nel racconto del compagno hanno ribaltato l’ipotesi iniziale del suicidio.

Dafne Rebaudo
Dafne Rebaudo morta a Tor Bella Monaca, fermato il compagno Mohamed Trabelsi
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Mohamed Trabelsi, 40 anni, è stato fermato dalla polizia con l’accusa di aver ucciso la compagna Dafne Rebaudo, trovata senza vita il 13 luglio ai piedi di un palazzo in via dell’Archeologia 52, nel quartiere romano di Tor Bella Monaca. Secondo gli investigatori, la trentenne sarebbe stata spinta dalla terrazza condominiale dopo una violenta lite.

La morte della donna era stata inizialmente ricondotta a una caduta accidentale o a un gesto volontario. Gli accertamenti svolti nelle settimane successive dagli agenti del VI Distretto Casilino hanno però portato a una ricostruzione diversa, basata sulle testimonianze dei residenti, sulle immagini delle telecamere e sulle dichiarazioni rese dall’indagato.

Alcuni vicini hanno raccontato di aver assistito o sentito una lite tra i due conviventi sulle scale dell’edificio. Dalla terrazza, poco prima della caduta, sarebbero inoltre arrivate urla. Le deposizioni hanno permesso agli investigatori di ricostruire le ore precedenti alla morte e di concentrare l’attenzione sul quarantenne.

Un contributo decisivo sarebbe arrivato dai filmati della videosorveglianza. Le registrazioni mostrerebbero Dafne Rebaudo salire verso la terrazza con una borsa, seguita da Trabelsi. Dopo la caduta, l’uomo sarebbe stato ripreso mentre scendeva da solo con la stessa borsa, che non è stata ancora ritrovata.

A rafforzare il quadro indiziario sono state anche le incongruenze emerse nel racconto del compagno. Durante gli interrogatori, Trabelsi avrebbe fornito versioni contrastanti sugli orari e sui propri spostamenti nella giornata del 13 luglio.

La raccolta delle testimonianze è stata rallentata dal clima di paura all’interno del palazzo, dove alcuni appartamenti sarebbero legati alle attività di spaccio della zona. Solo in un secondo momento diversi residenti hanno deciso di collaborare, riferendo anche di precedenti e frequenti litigi tra la vittima e il compagno.

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Roma. A Trabelsi viene contestato il femminicidio aggravato dal rapporto di convivenza. Dopo la convalida del fermo, il giudice per le indagini preliminari dovrà valutare la richiesta di custodia cautelare in carcere.

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