Laura Ann Fitt e la diagnosi di SLA, dai primi inciampi alla sedia a rotelle
Laura Ann Fitt, 40 anni e madre di quattro figli, ha ricevuto ad Ashfield una diagnosi di SLA dopo mesi di cadute e spasmi iniziati durante un viaggio a New York. Ora usa la sedia a rotelle e vuole trascorrere più tempo con la famiglia.
Laura Ann Fitt, madre britannica di quattro figli, ha scoperto di essere affetta da sclerosi laterale amiotrofica dopo quasi un anno di visite ed esami. La diagnosi è arrivata il 4 luglio 2026, meno di un mese dopo il suo quarantesimo compleanno, quando le difficoltà nel camminare l’avevano già costretta a usare una sedia a rotelle.
I primi segnali erano comparsi durante una vacanza a New York nel luglio 2025. Dopo aver percorso circa 20 mila passi, la donna aveva iniziato a inciampare e a cadere. In un primo momento aveva attribuito il problema alla stanchezza o a uno stiramento muscolare, convinta che il riposo avrebbe risolto tutto una volta tornata ad Ashfield, nel Nottinghamshire.
Nei mesi successivi, però, le condizioni sono peggiorate. Laura ha continuato a perdere stabilità e ha avvertito frequenti spasmi sopra il ginocchio sinistro. Su consiglio dei colleghi ha provato ad assumere magnesio e altri integratori, senza ottenere miglioramenti. Ha dovuto prima affidarsi a un bastone e poi rinunciare a camminare autonomamente.
Gli accertamenti iniziali non avevano chiarito l’origine dei sintomi. I medici hanno escluso diverse patologie, compreso un tumore cerebrale, mentre l’attesa aumentava la preoccupazione della donna. Durante una visita neurologica effettuata a gennaio, Laura aveva chiesto direttamente se potesse trattarsi di SLA. Il medico le aveva spiegato che l’ipotesi non era considerata la più probabile, ma non poteva ancora essere esclusa.
Il 2 luglio Laura si è sottoposta a un’elettromiografia di controllo. Due giorni più tardi è arrivata la conferma della malattia neurodegenerativa, che danneggia progressivamente le cellule nervose responsabili dei movimenti volontari e può compromettere la capacità di camminare, parlare, deglutire e respirare.
Il pensiero della donna è andato subito al marito e ai figli. La prospettiva di non poterli accompagnare durante la crescita e nelle tappe future della loro vita rappresenta per lei l’aspetto più doloroso. Uno dei figli, Alex, ha 15 anni, è cieco e autistico e non riesce a comprendere pienamente ciò che sta accadendo alla madre.
Laura lavora nel settore sanitario da quando aveva 18 anni e ora vuole rendere pubblica la propria esperienza per aiutare altre persone a riconoscere sintomi persistenti e ottenere risposte più rapidamente. Il suo desiderio immediato resta trascorrere quanto più tempo possibile insieme alla famiglia.
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