Cuccioli morti per il caldo a Sciacca, il gip nega i domiciliari ai due indagati

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Il gip di Sciacca ha negato i domiciliari a padre e figlio indagati per la morte di quattro cuccioli esposti al caldo. I due piccoli sopravvissuti e la madre sono al sicuro e resteranno insieme sotto la tutela della Leidaa.

Sciacca
Cuccioli morti per il caldo a Sciacca, il gip nega i domiciliari ai due indagati
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Il gip del Tribunale di Sciacca ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per un uomo di 68 anni e per il figlio di 41, coinvolti nell’indagine sulla morte di quattro cuccioli lasciati su un terrazzo sotto il sole. Per il padre il giudice non ha riconosciuto gravi indizi di colpevolezza, mentre per il figlio l’accusa è stata riqualificata in maltrattamento di animali aggravato dalla morte.

La Procura aveva chiesto la misura cautelare dopo la denuncia presentata dalla polizia municipale. L’inchiesta riguarda quanto accaduto il 20 luglio 2026 in un immobile disabitato del quartiere San Michele, nel centro storico di Sciacca, in provincia di Agrigento.

Otto cani si trovavano sul terrazzo, esposti a temperature che avevano raggiunto i 43 gradi. Gli animali non avevano acqua a disposizione e potevano ripararsi soltanto sotto una copertura di lamiera. Quattro cuccioli sono morti, mentre altri cinque cani sono stati salvati: la madre, due piccoli e altri due esemplari adulti.

Le immagini della cagna che si agitava mentre sentiva guaire i cuccioli si sono diffuse rapidamente sui social. Dopo l’intervento dei soccorritori, gli animali superstiti sono stati trasferiti in un luogo sicuro e sottoposti alle cure necessarie.

La madre, un pastore maremmano chiamato Bianca, e i suoi due cuccioli sono in buone condizioni e non verranno separati. Insieme agli altri due cani adulti sono stati affidati definitivamente alla Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente.

L’affidamento è stato disposto applicando l’articolo 260-bis del codice di procedura penale, introdotto dalla cosiddetta Legge Brambilla. La norma permette di accelerare le procedure per assegnare gli animali sequestrati alle associazioni, evitando che restino a lungo in strutture temporanee durante le indagini.

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