Robot stranieri vietati negli Stati Uniti, la stretta FCC divide industria e ricercatori
La FCC blocca negli Stati Uniti l’autorizzazione dei nuovi robot mobili prodotti all’estero, compresi umanoidi, quadrupedi e molti aspirapolvere. Restano esclusi i modelli già approvati, i robot fissi, medici e i veicoli.
La Federal Communications Commission ha impedito l’ingresso sul mercato statunitense dei nuovi robot mobili prodotti all’estero, con effetti diretti su umanoidi, quadrupedi, piattaforme autonome e numerosi aspirapolvere robot. La misura, adottata il 28 luglio 2026, blocca l’autorizzazione necessaria per importare, pubblicizzare e vendere negli Stati Uniti i modelli non ancora approvati.
Il provvedimento non riguarda soltanto i prodotti cinesi. La definizione scelta dall’autorità statunitense comprende infatti i dispositivi realizzati in qualsiasi Paese straniero, inclusi alleati come Giappone, Corea del Sud e Germania. A essere coinvolti sono i robot capaci di muoversi sul terreno, evitare ostacoli e funzionare autonomamente oppure attraverso comandi impartiti a distanza.
La decisione nasce da una valutazione sulla sicurezza nazionale trasmessa alla FCC da un organismo interministeriale convocato dalla Casa Bianca. Secondo le autorità, i robot connessi possono raccogliere dati, trasmettere immagini e informazioni sull’ambiente circostante oppure essere controllati da remoto in caso di vulnerabilità informatiche.
Nei documenti ufficiali vengono richiamati episodi recenti che avrebbero consentito l’accesso illecito a telecamere, microfoni e mappe degli ambienti domestici. Sono inoltre citati problemi scoperti in robot umanoidi e quadrupedi di produzione estera, con il rischio teorico che soggetti non autorizzati possano modificarne il funzionamento o assumerne il controllo.
La stretta si applica ai dispositivi che, insieme all’eventuale base di ricarica o stazione di controllo, superano le 4,4 libbre, pari a circa due chilogrammi. I piccoli giocattoli robotici possono quindi restare fuori dal divieto, mentre gran parte degli aspirapolvere automatici supera la soglia indicata.
I consumatori potranno continuare a usare i prodotti già acquistati. Anche negozi e imprese potranno vendere i modelli stranieri che avevano ottenuto in precedenza l’autorizzazione della FCC. Il blocco colpisce invece le nuove versioni presentate dopo l’inserimento dei robot esteri nella lista delle tecnologie considerate a rischio.
Sono previste diverse esclusioni. La misura non comprende treni, droni, veicoli subacquei e mezzi connessi destinati alla circolazione stradale, compresi i robotaxi. I droni prodotti all’estero erano già stati interessati da un distinto intervento federale alla fine del 2025.
Restano esclusi anche i dispositivi classificati come medici, tra cui robot chirurgici, protesi, sedie a rotelle e altri ausili per la mobilità. Il divieto non coinvolge inoltre i robot fissi o stazionari, come i bracci meccanici utilizzati nelle fabbriche e alcune apparecchiature specializzate impiegate in ambito industriale o sanitario.
Il Dipartimento della Guerra può concedere un’approvazione condizionata a un singolo prodotto o a un’intera categoria, stabilendo che non presenti rischi inaccettabili. In quel caso il robot può essere escluso dalla lista e ottenere nuovamente il via libera della FCC.
Tra i prodotti più penalizzati potrebbero esserci gli umanoidi economici costruiti da aziende cinesi come Unitree, acquistati da università, laboratori e centri di ricerca statunitensi. La loro disponibilità a prezzi inferiori rispetto ai modelli americani ha permesso a molte strutture di sperimentare applicazioni nella ricerca, nella formazione e nella robotica avanzata.
Anche il mercato domestico potrebbe risentire della decisione. Molti dei più recenti aspirapolvere robot sono progettati e assemblati da gruppi asiatici, tra cui Roborock, e dovranno ottenere un’esenzione oppure modificare la propria catena produttiva per poter lanciare nuovi modelli negli Stati Uniti.
I sostenitori della misura ritengono che il blocco possa favorire la produzione nazionale e spingere le aziende straniere ad aprire stabilimenti negli Stati Uniti. Nel Paese operano già società impegnate nello sviluppo di umanoidi, tra cui Agility Robotics, Figure AI, 1X Technologies e Tesla, che punta sul progetto Optimus.
Boston Dynamics costruisce nel Massachusetts i robot Atlas, Spot e Stretch. L’azienda, controllata dal gruppo sudcoreano Hyundai, prevede di aumentare la capacità produttiva dei propri sistemi, ma la nuova regola distingue i prodotti in base al luogo di fabbricazione e non alla nazionalità della società proprietaria.
Ricercatori e analisti temono però un effetto opposto. L’industria statunitense non dispone ancora della stessa capacità cinese di realizzare robot su larga scala e a costi contenuti. Limitare l’accesso alle piattaforme più economiche potrebbe rallentare sperimentazioni, dimostrazioni commerciali e attività formative necessarie alla crescita del settore.
Le precedenti restrizioni sui droni cinesi non hanno prodotto negli Stati Uniti un concorrente capace di dominare il mercato di massa. Nel settore sono inoltre comparse nuove società che hanno proposto tecnologie molto simili a quelle vietate, mostrando quanto possa essere difficile controllare componenti, licenze e catene di fornitura internazionali.
Notizie correlate
Stati Uniti, stretta migratoria e natalità in calo frenano la crescita demografica La crescita della popolazione statunitense rallenta come mai prima: meno nascite, politiche migratorie più rigide e un futuro demografico che cambia equilibrio tra lavoro, welfare e struttura sociale.
Stretta anti migranti: centinaia di arresti e deportazioni negli Stati Uniti