Sinner vive a Montecarlo, Ricci Bitti spiega perché in Italia avrebbe meno libertà

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Raimondo Ricci Bitti spiega che Jannik Sinner vive a Montecarlo per proteggere la propria quotidianità dalla pressione mediatica. In Italia, sostiene il dirigente, il numero uno del tennis mondiale verrebbe fermato di continuo dai tifosi.

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Sinner vive a Montecarlo, Ricci Bitti spiega perché in Italia avrebbe meno libertà
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Jannik Sinner ha scelto di vivere a Montecarlo per conservare una quotidianità più riservata e sottrarsi, almeno in parte, alla continua attenzione che lo accompagna in Italia. Secondo Raimondo Ricci Bitti, consigliere della Federazione italiana Tennis e Padel, la residenza nel Principato risponde soprattutto alla necessità di condurre una vita normale.

Il dirigente ha spiegato che la popolarità raggiunta dal tennista altoatesino renderebbe molto complicati anche gli spostamenti più semplici nel suo Paese. Quando si trova in Italia, infatti, Sinner viene riconosciuto e avvicinato con grande frequenza, una pressione che lo costringe a proteggere maggiormente i propri spazi personali.

Ricci Bitti ha respinto così le critiche di chi collega la scelta di Montecarlo esclusivamente a ragioni fiscali. Nel Principato vivono e si allenano numerosi sportivi di alto livello, una presenza che permette al campione italiano di confondersi più facilmente nella vita quotidiana e di gestire con maggiore tranquillità gli impegni professionali.

Il consigliere federale ha descritto Sinner come una persona rimasta semplice, equilibrata e disponibile nonostante il successo internazionale. L’apparente distanza che talvolta gli viene rimproverata sarebbe, secondo Ricci Bitti, una forma di difesa necessaria per affrontare l’esposizione mediatica e l’affetto costante del pubblico.

Il dirigente ha poi analizzato le qualità sportive del numero uno mondiale, capace di mantenere lucidità nei momenti più delicati delle partite. Tra i suoi punti di forza ha indicato la velocità impressa alla palla, il movimento delle gambe, la capacità di colpire con il baricentro basso e i progressi compiuti al servizio.

Restano margini di miglioramento nel gioco a rete, ma Ricci Bitti ha osservato che Sinner riesce spesso a imporre il proprio tennis senza dover ricorrere con continuità alle discese verso la rete. La dedizione al lavoro gli avrebbe inoltre consentito di correggere nel tempo le imperfezioni tecniche e di diventare un giocatore sempre più completo.

La crescita di Sinner si inserisce nel momento positivo attraversato dal tennis italiano. Ricci Bitti ha ricordato la presenza di sedici giocatori italiani tra i primi duecento della classifica mondiale, un risultato che ha aumentato l’attenzione internazionale verso il movimento nazionale.

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