Guerra Ucraina-Russia, Zelensky accusa Putin di temere il malcontento interno
Zelensky sostiene che gli attacchi ucraini a lungo raggio stiano aggravando la crisi dei carburanti in Russia e alimentando il malcontento interno, mentre Mosca valuterebbe una nuova mobilitazione fino a 500mila persone.
Volodymyr Zelensky sostiene che gli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo stiano aumentando la pressione sul Cremlino, colpendo infrastrutture energetiche, depositi e reti logistiche. Secondo il presidente ucraino, le conseguenze economiche e le difficoltà nella distribuzione dei carburanti starebbero alimentando nuove tensioni tra la popolazione russa.
In un’intervista a Sky News, Zelensky ha affermato che Vladimir Putin temerebbe soprattutto le reazioni della società russa e i problemi interni provocati dal conflitto. Il leader di Kiev ritiene che la riduzione delle entrate energetiche e le carenze di benzina e diesel possano indebolire il consenso attorno al presidente russo.
Nella notte tra il 26 e il 27 luglio, droni ucraini hanno colpito Rostov sul Don e altre località della regione meridionale russa. Le autorità locali hanno riferito di incendi e danni a edifici residenziali, magazzini e strutture produttive. Il bilancio comunicato dal governatore Yuri Slyusar è salito ad almeno cinque morti, tra cui un bambino, e cinque feriti.
Le difficoltà nel mercato interno hanno spinto Mosca a prolungare fino alla fine del 2026 il divieto di esportare benzina. La decisione, annunciata dal vicepremier Aleksandr Novak, riguarda produttori e operatori commerciali. Le limitazioni sulle esportazioni di diesel resteranno invece in vigore fino alla stabilizzazione delle forniture nazionali.
Zelensky ha inoltre citato informazioni dell’intelligence ucraina secondo cui il Cremlino starebbe preparando una nuova mobilitazione dopo le elezioni parlamentari russe di settembre. Il piano, non confermato dalle autorità di Mosca, potrebbe coinvolgere tra 300mila e 500mila persone.
Il presidente ucraino ritiene che la Russia disponga ancora del sostegno necessario per organizzare una chiamata alle armi su larga scala, ma avrebbe difficoltà ad addestrare rapidamente i nuovi soldati. A suo giudizio, molte reclute potrebbero essere inviate al fronte con una preparazione insufficiente, aumentando il numero delle perdite.
Kiev prevede anche un ulteriore sostegno militare straniero alla Russia. Secondo Zelensky, Mosca punta a ricevere fino a 30mila soldati aggiuntivi dalla Corea del Nord e nuove forniture di armamenti, mentre continuerebbe a cercare missili balistici e altre attrezzature militari dall’Iran.
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