Caro carburanti, il governo prepara l'accisa mobile per frenare benzina e diesel

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Il governo prepara l’accisa mobile per frenare i rincari di benzina e diesel, con picchi oltre 2,6 euro al litro a Milano. Il possibile taglio dipenderà dall’extragettito Iva e sarà valutato nel Consiglio dei ministri del 4 agosto.

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Il governo punta sull’accisa mobile per contenere l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, tornati a salire dopo il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente. La misura dovrebbe ridurre il costo alla pompa utilizzando le maggiori entrate Iva generate dai rincari, ma l’entità del taglio non è stata ancora definita.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che sarà necessario attendere i conteggi del ministero dell’Economia sull’extragettito Iva maturato nel mese. I dati, attesi nella prossima settimana, serviranno a stabilire quante risorse potranno essere destinate alla riduzione delle accise.

Una prima valutazione potrebbe arrivare nel Consiglio dei ministri previsto per il 4 agosto. In quella sede l’esecutivo verificherà le coperture disponibili e deciderà se affiancare al taglio generalizzato interventi rivolti alle categorie più esposte ai rincari.

Tra le ipotesi allo studio ci sono misure selettive simili al credito d’imposta già utilizzato per sostenere l’autotrasporto. Per introdurre nuovi aiuti, tuttavia, il governo dovrebbe individuare ulteriori fondi oltre a quelli garantiti dall’aumento del gettito Iva.

La pressione sui prezzi è già evidente in diverse aree del Paese. A Milano sono stati segnalati distributori con la benzina venduta a oltre 2,6 euro al litro, mentre anche le medie registrate sulle autostrade hanno superato la soglia dei due euro.

Le associazioni dei consumatori temono conseguenze pesanti sulla spesa delle famiglie e sui costi dei trasporti, soprattutto durante l’esodo estivo. Le opposizioni, intanto, accusano il governo di essere intervenuto con ritardo davanti a una nuova accelerazione dei listini.

Urso ha respinto l’ipotesi di controlli insufficienti, sostenendo che il sistema nazionale di monitoraggio consente di seguire l’andamento dei prezzi e di individuare eventuali anomalie. Il ministro ha inoltre indicato come obiettivo di lungo periodo la riorganizzazione della rete dei distributori prevista dal disegno di legge sulla concorrenza.

Il piano del ministero prevede l’avvio rapido dell’ammodernamento degli impianti, con un percorso da completare nell’arco di cinque anni. Nell’immediato, però, la decisione principale resta legata ai calcoli sul gettito fiscale e alla possibilità di trasformarli in uno sconto concreto per automobilisti e imprese.

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