Sinner a Montecarlo, Botteri e Sommi riaprono il dibattito sulla residenza fiscale

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Giovanna Botteri e Luca Sommi criticano la residenza di Jannik Sinner a Montecarlo, riaprendo il confronto sulle tasse degli sportivi. La cifra di 70 milioni annui citata nel dibattito non risulta però documentata come dato certo.

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La residenza di Jannik Sinner a Montecarlo torna a far discutere dopo le dichiarazioni di Giovanna Botteri e Luca Sommi. I due giornalisti hanno criticato la scelta del tennista altoatesino durante un incontro pubblico organizzato a Medesano, in provincia di Parma.

La conversazione si è svolta nell’ambito della manifestazione “Lungo il Fiume: Persone, Cammini, Storie”. Parlando di tasse e grandi patrimoni, Botteri ha espresso apertamente il proprio disappunto per il fatto che Sinner viva nel Principato di Monaco.

Sommi ha condiviso la posizione della collega e ha chiamato in causa i presunti guadagni annuali del campione, indicando una cifra di 70 milioni di euro. Ha poi confrontato la situazione di Sinner con quella di Carlos Alcaraz, che ha mantenuto la residenza fiscale in Spagna.

Botteri ha proseguito chiedendosi quale utilità possano avere somme tanto elevate per una singola persona. Il riferimento ai 70 milioni, tuttavia, è stato presentato durante il confronto pubblico senza una documentazione precisa e non può essere considerato un dato accertato sui redditi annuali del tennista.

Sinner risiede a Montecarlo dal 2020, quando aveva 19 anni e non aveva ancora raggiunto i risultati che lo hanno portato ai vertici del tennis mondiale. In passato ha spiegato di aver scelto il Principato per ragioni professionali e personali.

Montecarlo ospita numerosi giocatori del circuito internazionale e offre strutture sportive, palestre e campi disponibili durante tutto l’anno. La presenza di altri atleti di alto livello consente inoltre di organizzare con maggiore facilità allenamenti e sessioni di preparazione.

Il tennista ha anche raccontato di apprezzare la riservatezza della vita nel Principato, dove può muoversi senza la pressione mediatica e l’attenzione che accompagnano ogni sua apparizione in Italia.

La residenza monegasca è consentita dalla legge e non elimina gli obblighi fiscali nei Paesi in cui vengono prodotti determinati redditi. I premi conquistati nei tornei sono infatti soggetti alle norme tributarie dello Stato che ospita la competizione.

Sinner versa quindi imposte sui guadagni maturati durante gli eventi disputati nei diversi Paesi, compresa l’Italia. Lo stesso principio può riguardare attività promozionali, sponsorizzazioni e altri redditi generati sul territorio nazionale.

Le parole di Botteri e Sommi hanno diviso nuovamente il pubblico. Una parte considera la contribuzione fiscale un dovere morale per un atleta diventato simbolo dello sport italiano, mentre altri difendono una scelta legittima e comune tra i professionisti del tennis.

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