Morte di Leonardo Calcina, quattro ex compagni indagati per istigazione al suicidio

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La Procura minorile di Ancona ha iscritto quattro ex compagni di Leonardo Calcina nel registro degli indagati per atti persecutori e istigazione al suicidio. Il 15enne di Senigallia morì nell’ottobre 2024; ora saranno esaminate chat e telefoni.

Ancona
Morte di Leonardo Calcina, quattro ex compagni indagati per istigazione al suicidio
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Quattro giovani che frequentavano la stessa scuola di Leonardo Calcina sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura per i minorenni di Ancona. L’inchiesta riguarda la morte del quindicenne di Senigallia, che nell’ottobre 2024 si tolse la vita usando la pistola di servizio del padre, agente della polizia municipale.

Le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti sono atti persecutori e istigazione al suicidio. Gli accertamenti dovranno stabilire se il ragazzo sia stato sottoposto a insulti, pressioni, vessazioni o comportamenti ripetuti capaci di incidere sulla sua decisione.

Leonardo frequentava il primo anno all’istituto superiore Alfredo Panzini. Secondo quanto sostenuto fin dall’inizio dai genitori, Francesco Calcina e Viktoryia Ramanenka, e dalla loro legale Pia Perricci, il ragazzo sarebbe stato preso di mira da alcuni compagni attraverso offese, aggressioni verbali e condotte persecutorie.

La prima fase dell’indagine si era conclusa con una richiesta di archiviazione. La famiglia si era però opposta, chiedendo ulteriori verifiche sui rapporti tra Leonardo e gli altri studenti e sul contenuto delle conversazioni avvenute prima della sua morte.

Nell’aprile 2026 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni ha accolto l’opposizione e disposto la prosecuzione degli accertamenti. La Procura è stata chiamata a valutare anche i possibili profili di stalking e istigazione al suicidio.

Tra gli atti ordinati dal giudice rientrano il sequestro e l’analisi dei telefoni cellulari di alcuni giovani coinvolti. Gli investigatori cercheranno nelle chat eventuali messaggi, minacce o altri elementi utili a ricostruire quanto accadde nelle settimane precedenti alla morte del quindicenne.

I quattro indagati coincidono con i ragazzi che la famiglia aveva indicato sin dalle prime fasi della vicenda come persone da ascoltare e sottoporre ad accertamenti. L’iscrizione nel registro non equivale a una dichiarazione di colpevolezza, ma consente alla Procura di svolgere verifiche garantendo agli interessati il diritto di difesa.

I genitori di Leonardo hanno ribadito di non cercare vendetta né condanne preventive. Chiedono che venga ricostruita la verità sui fatti e che siano chiarite le eventuali responsabilità legate alle condotte subite dal figlio prima del gesto.

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