Luca Esposito ucciso a Eboli, il giallo dei due cellulari e dei messaggi WhatsApp
Il telefono di Luigi “Luca” Esposito, trovato carbonizzato a Eboli il 19 luglio, resta al centro delle indagini: i messaggi WhatsApp risultano consegnati ore dopo e i due cellulari della vittima non sono stati trovati accanto al corpo né nell’auto.
Gli investigatori cercano i due telefoni di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato carbonizzato domenica 19 luglio in un terreno agricolo alla periferia di Eboli, in provincia di Salerno. I dispositivi non sarebbero stati rinvenuti né accanto al corpo né all’interno dell’auto, parcheggiata e chiusa poco distante.
Uno degli elementi da chiarire riguarda l’attività registrata da WhatsApp nelle ore successive alla morte. Un amico ha raccontato di aver parlato con Esposito nel pomeriggio di sabato e di avergli scritto nuovamente domenica alle 10.27. Dopo una chiamata senza risposta, gli aveva inviato anche un messaggio vocale.
In un primo momento i contenuti risultavano non consegnati. Soltanto nel tardo pomeriggio di domenica sarebbero comparse le due spunte grigie, senza però diventare blu. Il dato indica che i messaggi hanno raggiunto il dispositivo, ma non che siano stati letti. Il telefono potrebbe quindi essere stato riacceso oppure trasferito da un’area priva di copertura a una zona raggiunta dalla rete.
Mary Esposito ha spiegato che il giornalista utilizzava due cellulari distinti: uno destinato soprattutto alla connessione dati e alle comunicazioni tramite WhatsApp, l’altro alle normali telefonate. L’ultimo accesso visibile sull’applicazione risalirebbe alle 22.32 di sabato sera.
La donna ha riferito che Luca preferiva chiamarla attraverso WhatsApp, anche per i problemi di linea presenti nella sua abitazione. Le conversazioni effettuate con l’altra utenza erano invece rare e molto brevi: spesso Esposito rispondeva per pochi istanti, promettendo di richiamare successivamente.
Secondo il racconto, il giornalista era solito parlare al telefono durante gli spostamenti in automobile, usando gli auricolari per guidare con attenzione. La sera della sua morte potrebbe quindi aver conversato con qualcuno oppure aver viaggiato insieme a un’altra persona. Restano da chiarire anche i motivi della sua presenza in una zona agricola isolata, raggiunta dopo il tramonto nonostante preferisse evitare di guidare al buio.
Le indagini dovranno stabilire se Esposito avesse concordato un appuntamento, chi fosse con lui nelle ultime ore e che cosa sia accaduto ai due telefoni. L’analisi dei tabulati, delle celle telefoniche e degli accessi alle applicazioni potrebbe ricostruire gli ultimi spostamenti e le comunicazioni precedenti al ritrovamento del corpo.
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