Antonio Rossi ricorda Atlanta, dall'infarto del 2021 alla vita dopo lo sport

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Antonio Rossi ricorda i due ori di Atlanta 1996 e racconta la vita dopo l’infarto del 2021, tra cure, allenamenti e dieta. L’ex canoista parla anche della famiglia, delle avance ricevute e del celebre calendario senza veli.

Antonio Rossi
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Il 4 agosto 2026 saranno trascorsi trent’anni dalla vittoria di Antonio Rossi nel K1 500 metri ai Giochi olimpici di Atlanta. Un successo arrivato il giorno dopo l’oro conquistato nel K2 1000 insieme a Daniele Scarpa e diventato uno dei momenti più importanti della carriera del canoista lecchese.

Al settimanale Gente Rossi ricorda di essersi svegliato pieno di energia, ancora trascinato dall’entusiasmo per la medaglia ottenuta in coppia. In gara partì subito forte e, per gran parte del percorso, credette di avere un avversario accanto. Soltanto negli ultimi 150 metri capì che la sagoma vista di fianco era il catamarano dei giudici, mentre gli altri concorrenti erano rimasti molto più indietro.

Tagliò il traguardo stremato, vincendo in 1 minuto, 37 secondi e 423 millesimi. La cerimonia di premiazione, racconta, durò molto meno delle emozioni vissute in acqua. Dopo il successo, però, non ci fu spazio per fermarsi: la preparazione riprese subito, come accade agli atleti abituati a programmare ogni stagione in funzione del risultato successivo.

Durante gli anni dell’attività agonistica Rossi aveva una percentuale di massa grassa vicina al 7%. Oggi continua ad allenarsi tre volte alla settimana nella palestra ricavata in casa, spesso insieme ad alcuni amici che lo raggiungono alle sette del mattino per una sessione di pesi.

L’alimentazione resta uno dei suoi pensieri quotidiani. L’ex atleta dice di essere sempre a dieta, anche se ammette di non riuscire a rispettarla con costanza. Cerca di limitare i carboidrati, aumenta le proteine e scherza sulla facilità con cui prende peso, sostenendo che gli basta guardare una focaccia per ingrassare.

La sua vita è cambiata nel luglio 2021, quando fu colpito da un infarto durante una gara ciclistica. Rossi non si aspettava un problema cardiaco, nonostante avesse poi scoperto precedenti familiari legati al cuore. Ha ipotizzato che il trombo all’origine dell’infarto potesse essere collegato alla vaccinazione contro il Covid effettuata tre settimane prima, precisando però di non essere contrario ai vaccini e che rifarebbe la stessa scelta.

Dopo il ricovero affrontò un periodo difficile. Si chiuse in casa, perse interesse per le attività quotidiane e chiese aiuto allo psicologo che lo aveva seguito durante la carriera sportiva. Oggi convive con una cicatrice al cuore e uno stent e assume ogni giorno cardioaspirina e statine.

Le vittorie olimpiche portarono anche popolarità. Rossi racconta di avere spesso avuto la sensazione che il pubblico notasse prima i suoi occhi azzurri e soltanto dopo le medaglie. Quell’immagine piaceva agli sponsor e contribuì a renderlo uno degli sportivi italiani più riconoscibili della sua generazione.

Durante servizi fotografici e incontri pubblici ricevette diverse avance. Alcune ammiratrici, ricorda con ironia, si prendevano libertà inattese. Lui sostiene di non avere mai approfittato della notorietà, perché perdere la concentrazione avrebbe potuto compromettere i risultati costruiti con anni di allenamento.

Al suo fianco è rimasta Lucia Micheli, canoista e compagna storica, sposata nel 1996 pochi mesi dopo i Giochi di Atlanta. La coppia ha avuto due figli, Angelica e Riccardo Yuri. La famiglia ha accompagnato Rossi durante una carriera chiusa con cinque medaglie olimpiche: tre ori, un argento e un bronzo conquistati tra Barcellona 1992 e Atene 2004.

Nel 2008 partecipò alla sua quinta Olimpiade e fu scelto come portabandiera dell’Italia a Pechino. Al palmarès si aggiungono i successi mondiali e numerosi titoli italiani, oltre agli incarichi ricoperti negli anni nella politica e nella dirigenza sportiva.

Nei primi anni Duemila Rossi posò anche senza veli, impugnando una pagaia, per alcuni calendari. L’iniziativa non fu accolta con entusiasmo né dalla Guardia di Finanza, il gruppo sportivo al quale apparteneva, né dalla moglie Lucia.

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