Mar Rosso, il blocco Houthi devia le navi e colpisce due petroliere saudite
Gli Houthi hanno imposto un blocco alle navi dirette in Arabia Saudita, spingendo diversi mercantili a cambiare rotta nel Mar Rosso. La crisi è poi salita di livello con attacchi contro due petroliere saudite, senza vittime.
Il blocco navale annunciato dagli Houthi contro le imbarcazioni dirette nei porti dell’Arabia Saudita ha iniziato a modificare le rotte commerciali tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Diverse navi hanno invertito la rotta o sospeso il viaggio davanti al rischio di attacchi nello stretto di Bab el-Mandeb.
Tra le prime imbarcazioni a cambiare percorso figura la Liu Jiang Kou, una portaveicoli cinese diretta a Gedda. La nave ha fatto inversione mentre attraversava il Golfo di Aden dopo che il suo operatore avrebbe ricevuto un avvertimento dalle autorità Houthi, con la minaccia di un possibile attacco in caso di prosecuzione del viaggio.
Hanno modificato la rotta anche le petroliere Xin Tong Yang e New Prime, collegate a Hong Kong e dirette verso Yanbu, oltre all’indiana Desh Viraat. La Xin Long Yang, appartenente alla compagnia cinese Cosco, e la petroliera greca Rodos hanno rinunciato a proseguire verso Bab el-Mandeb, scegliendo percorsi alternativi.
Il traffico nello stretto non si è fermato del tutto. Altre navi hanno continuato a transitare nell’area e alcune petroliere legate all’Arabia Saudita si sono avvicinate al passaggio nonostante le minacce. Le deviazioni hanno però ridotto i movimenti e costretto diversi operatori a valutare rotte più lunghe attraverso il Canale di Suez o attorno all’Africa.
La situazione è successivamente peggiorata. Gli Houthi hanno rivendicato attacchi con missili e droni contro le petroliere saudite Encelia e Layla, accusate di avere violato il blocco. Un proiettile ha colpito la Encelia vicino al porto saudita di Jizan, provocando un incendio senza causare feriti tra i membri dell’equipaggio.
La nuova minaccia nel Mar Rosso si aggiunge alle difficoltà registrate nello stretto di Hormuz e aumenta i rischi per le esportazioni energetiche e il commercio internazionale. Un blocco prolungato costringerebbe le compagnie a percorsi più costosi e potrebbe ridurre ulteriormente la quantità di petrolio disponibile sui mercati mondiali.
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