Windows 10, quasi tre volte più vulnerabilità attive rispetto a Windows 11
Windows 10 resta installato sul 16,9% dei dispositivi analizzati da Lansweeper e registra in media 1.903 vulnerabilità attive, quasi tre volte le 652 di Windows 11. Il 66,6% delle falle è classificato ad alta o critica gravità.
Windows 10 espone i dispositivi aziendali a un numero di vulnerabilità nettamente superiore rispetto a Windows 11. L’analisi condotta da Lansweeper rileva in media 1.903 CVE attive per ogni sistema con il vecchio software Microsoft, contro le 652 registrate sui computer aggiornati alla versione successiva.
Il divario è pari a circa 2,9 volte e riguarda una quota ancora consistente del parco informatico esaminato. Windows 10 risulta installato sul 16,9% dei dispositivi client, mentre Windows 11 ha raggiunto il 78,8%. La migrazione ha accelerato dopo la metà del 2025, quando il sistema precedente era presente su circa un computer su due, ma negli ultimi mesi il calo ha rallentato.
I dati provengono da milioni di apparecchi distribuiti tra decine di migliaia di organizzazioni clienti. Il campione fotografa soprattutto reti aziendali e infrastrutture gestite, quindi non rappresenta l’intero mercato mondiale dei PC. Mostra tuttavia quanto i sistemi rimasti indietro concentrino una parte rilevante del rischio informatico.
Tra le vulnerabilità attive associate a Windows 10, il 66,6% è classificato con gravità alta o critica. Il 2,4% risulta inoltre già sfruttato in attacchi reali. La percentuale di falle concretamente utilizzabili dagli aggressori è circa 1,7 volte superiore a quella rilevata sui dispositivi Windows 11.
La diffusione del vecchio sistema operativo cambia in base alle dimensioni e al settore delle aziende. Nelle piccole e medie imprese Windows 10 è ancora presente sul 21,4% dei computer, mentre nelle grandi organizzazioni la quota scende al 16,6%. Sanità e farmaceutica raggiungono il 23%, il commercio e il retail il 22,7%, la manifattura il 18%.
I requisiti tecnici di Windows 11 spiegano solo una parte limitata delle mancate migrazioni. Appena il 2,8% dei dispositivi Windows 10 analizzati utilizza hardware incompatibile. Negli altri casi pesano i costi, i tempi necessari per sostituire applicazioni specialistiche, le certificazioni richieste e la dipendenza da fornitori esterni.
Il supporto ordinario di Windows 10 è terminato il 14 ottobre 2025. I computer iscritti al programma Extended Security Updates possono continuare a ricevere aggiornamenti di sicurezza per un periodo limitato. La copertura destinata ai consumatori arriva fino al 12 ottobre 2027, mentre aziende e istituti scolastici possono acquistare fino a tre anni di protezione aggiuntiva. Alcune versioni LTSC e IoT seguono scadenze differenti.
Nel conteggio delle vulnerabilità rientrano anche i dispositivi protetti dagli aggiornamenti estesi, che riducono temporaneamente l’esposizione senza risolvere la necessità di sostituire il sistema operativo. Considerando anche Windows 7, Windows 8.1 e Windows XP, il 18,7% dei dispositivi Windows osservati utilizza una piattaforma che ha già superato la propria scadenza di supporto.
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