Emiliano Galli pedala fino a Capo Nord, 8.000 chilometri per sostenere i bambini malati

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Emiliano Galli partirà il 20 luglio da San Giuliano Terme per pedalare fino a Capo Nord e poi Varsavia, attraversando l’Europa in 22 tappe per quasi 8.000 chilometri. Il viaggio sosterrà Agbalt e le famiglie dei bambini malati.

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Emiliano Galli partirà lunedì 20 luglio da San Giuliano Terme per affrontare in bicicletta un viaggio di quasi 8.000 chilometri attraverso l’Europa. Il ciclista lucchese percorrerà 22 tappe fino a Capo Nord, in Norvegia, prima di concludere l’impresa a Varsavia. La sua sfida servirà a raccogliere fondi per Agbalt, l’associazione che sostiene i bambini e gli adolescenti curati nel reparto di Oncoematologia pediatrica di Pisa e le loro famiglie.

Galli, conosciuto come “Iron”, è un designer di moda, marito e padre di due figli. Pedala con il gruppo Torretta Bike di Porcari e da anni affronta lunghe prove di resistenza in solitaria. Questa volta ha chiamato il progetto “L’Isola dei Girasoli a Capo Nord”, riprendendo il nome della struttura nella quale Agbalt accoglie gratuitamente i piccoli pazienti e i loro familiari durante le cure.

Un girasole artificiale sarà fissato alla sua bici per tutto il percorso. Il fiore rappresenta la ricerca della luce e la speranza di superare una fase difficile. Galli vuole portarlo in uno dei punti più settentrionali d’Europa, tra rocce, vento e temperature rigide, per trasformarlo nel simbolo della determinazione dei bambini impegnati nella lotta contro leucemie e tumori.

Il viaggio avrà anche un significato personale. Nel 2003 Galli visitò la Norvegia insieme al fratello Nicola, appassionato come lui di sport estremi. Nel 2017 Nicola morì durante un lancio con la tuta alare sulle Dolomiti del Brenta. Emiliano attraverserà nuovamente quei luoghi e lascerà un piccolo girasole nel punto in cui avvenne l’incidente, prima di proseguire verso nord.

Lo stesso Galli ha alle spalle una lunga riabilitazione. Nel 2003, durante un lancio in paracadute sulle Dolomiti, la vela collassò e lui precipitò sulle rocce. L’impatto gli provocò gravissime fratture alle gambe e lo espose al rischio di perdere l’arto sinistro. Rimase a letto per nove mesi, affrontò numerosi interventi e impiegò circa due anni per tornare a camminare.

Dopo l’incidente dovette abbandonare le discipline considerate troppo pericolose per le condizioni delle gambe. Scelse così il ciclismo, prima partecipando a una gara già affrontata dal fratello e poi dedicandosi alle lunghe distanze. La preparazione per questa nuova prova è stata seguita dall’allenatore Costantino Bogani, con il sostegno del presidente di Torretta Bike Giorgio Tomei e del vicepresidente Franco Fanucchi.

Il percorso prevede tappe giornaliere di circa 350 chilometri. Dalla Toscana Galli raggiungerà l’Austria, quindi Monaco di Baviera, Praga, Berlino e Rostock. Da lì si imbarcherà verso la Danimarca, attraverserà Copenaghen e proseguirà in traghetto verso la Svezia. Dopo Göteborg e Luleå affronterà la Lapponia, le isole Lofoten e i fiordi norvegesi fino a Capo Nord.

Durante il rientro attraverserà Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. La destinazione finale sarà Varsavia, città natale della moglie Emily. Galli ha scelto di terminare il viaggio in Emily Plaza, collegando simbolicamente Lucca, dove vive con la famiglia, alla capitale polacca, altro luogo centrale nella sua storia personale.

La prova sarà affrontata in completa autonomia. Il ciclista porterà con sé un materassino e un sacco a pelo, cercando di organizzare lungo la strada il riposo, i pasti e l’igiene personale. Alle difficoltà logistiche si aggiungeranno il freddo, la pioggia, il vento e i lunghi tratti scarsamente abitati della Scandinavia settentrionale.

Un dispositivo GPS permetterà alla famiglia e al pubblico di controllare in tempo reale la sua posizione. Foto, video e aggiornamenti saranno pubblicati sui canali social durante le diverse tappe, anche per mantenere attiva la raccolta fondi e raccontare le condizioni affrontate giorno dopo giorno.

Agbalt offre appartamenti gratuiti alle famiglie che raggiungono Pisa per le terapie dei figli, sia durante le degenze più lunghe sia in occasione di controlli e visite successive. L’associazione finanzia inoltre assistenza psicologica, attività scolastiche e ricreative in reparto, formazione dei volontari, iniziative sportive e l’acquisto di apparecchiature mediche.

Le donazioni collegate al viaggio saranno destinate al progetto “Una casa lontana da casa”, che garantisce ospitalità ai nuclei familiari costretti a trasferirsi per seguire il percorso terapeutico dei bambini. I contributi potranno essere effettuati durante l’impresa e anche dopo il suo completamento, a partire da cinque euro.

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