Bad Bunny conquista Milano, quasi 80mila persone ballano nella sua Porto Rico
Bad Bunny ha trasformato l’Ippodromo Snai La Maura di Milano in una grande festa portoricana, davanti a quasi 80mila persone. Tra reggaeton, salsa e la Casita, il concerto ha unito spettacolo, identità e memoria dell’isola.
Bad Bunny ha portato Porto Rico all’Ippodromo Snai La Maura di Milano, trasformando la prima delle due date italiane del suo tour in una festa collettiva per quasi 80mila spettatori. Per oltre due ore il pubblico ha ballato tra reggaeton, salsa e richiami alla cultura dell’isola, in uno spettacolo costruito per ridurre la distanza tra artista e fan.
Il concerto del 17 luglio, seguito dalla seconda data del 18 luglio, ha segnato l’arrivo in Italia del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour. Bandane, cappelli da cowboy, glitter e bandiere portoricane hanno riempito l’area dell’ippodromo fin dalle prime ore, con spettatori arrivati da diverse regioni italiane e dall’estero.
Al centro della scenografia c’era la Casita, la riproduzione di una tipica abitazione portoricana che accompagna Bad Bunny durante la tournée. La struttura, grande e colorata, è diventata un secondo palco dal quale il cantante si è affacciato, ha cantato e ha raggiunto i diversi settori dell’impianto.
La Casita richiama una casa reale di Humacao ed è anche al centro di una causa avviata dal proprietario dell’edificio originale, che contesta l’uso della sua immagine. Durante lo spettacolo milanese, però, la costruzione ha assunto soprattutto il significato di casa, famiglia e appartenenza, temi ricorrenti nella musica dell’artista.
Bad Bunny, nome d’arte di Benito Antonio Martínez Ocasio, ha alternato i brani più noti alle canzoni dell’ultimo album. Nato a Vega Baja, prima del successo lavorava come cassiere in un supermercato e pubblicava la propria musica su SoundCloud. Da Porto Rico è arrivato ai principali palchi internazionali senza abbandonare lo spagnolo né le sonorità con cui aveva iniziato.
Nel disco DeBÍ TiRAR MáS FOToS il cantante racconta l’isola attraverso nostalgia, memoria ed emigrazione. Brani come “NUEVAYoL” parlano dei portoricani che hanno lasciato la loro terra, mentre altri affrontano la gentrificazione, la crescita della speculazione immobiliare e gli effetti del turismo sulle comunità locali.
Questi temi sono entrati nel concerto senza interrompere il ritmo della serata. Bad Bunny ha lasciato spazio a musicisti, ballerini e performer, spostandosi continuamente tra il palco principale, le passerelle e la Casita. Il pubblico di ogni settore ha così avuto la possibilità di vederlo da vicino almeno una volta.
Sul grande schermo sono comparse le bandiere dei Paesi rappresentati tra gli spettatori. Il cantante ha ringraziato più volte i presenti e ha scherzato in spagnolo sul caldo soffocante di Milano, chiedendo alla folla se riuscisse ancora a resistere.
Il finale è arrivato tra fuochi d’artificio e le note di “BAILE INoLVIDABLE”, uno dei brani più attesi. Al termine dello show, migliaia di persone hanno lasciato l’ippodromo continuando a cantare lungo il percorso verso la metropolitana. Per una notte Milano ha accolto non soltanto la musica di Bad Bunny, ma anche la storia, i colori e l’identità di Porto Rico.
Bad Bunny a Milano

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