Terrorismo nel Pavese, 17enne arrestata e collocata in comunità per legami con l'Isis

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Una 17enne italiana residente nel Pavese è stata collocata in comunità con l’accusa di terrorismo internazionale. Secondo gli inquirenti, frequentava gruppi jihadisti online, conservava manuali per ordigni e parlava di martirio.

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Una ragazza italiana di 17 anni residente in provincia di Pavia è stata arrestata e collocata in comunità perché indagata per partecipazione ad associazione con finalità di Terrorismo internazionale. La misura cautelare è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Milano, su richiesta della Procura minorile, ed eseguita dalla Polizia il 17 luglio 2026.

Secondo gli investigatori, la giovane avrebbe seguito un percorso avanzato di radicalizzazione jihadista attraverso gruppi privati presenti su piattaforme di messaggistica. In alcune conversazioni con coetanei italiani e stranieri avrebbe condiviso propaganda dello Stato Islamico e dichiarato più volte di essere pronta al martirio «in nome di Allah».

L’indagine è partita dal monitoraggio degli ambienti estremisti sul web. Gli agenti hanno individuato un profilo collegato a una numerazione virtuale, attivo in quattro gruppi accessibili soltanto su invito e dedicati alla diffusione di contenuti jihadisti, messaggi di reclutamento e materiale di sostegno all’Isis.

Nei canali controllati dalla Polizia circolavano anche documenti tecnici sulla costruzione di armi ed esplosivi artigianali. Gli accertamenti informatici e i servizi di osservazione svolti sul territorio hanno permesso di attribuire il profilo alla minorenne residente nel Pavese.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati diversi dispositivi elettronici. Dall’analisi del materiale, secondo l’accusa, sarebbe emersa la partecipazione della ragazza a numerosi gruppi riconducibili alla rete jihadista internazionale, alcuni dei quali direttamente legati allo Stato Islamico.

Nei dispositivi sarebbero stati trovati file di propaganda, documenti apologetici e manuali dedicati alla preparazione di ordigni improvvisati. Tra il materiale sequestrato figurerebbero anche istruzioni per realizzare una cintura esplosiva.

La Procura per i minorenni ritiene che gli elementi raccolti indichino non soltanto un’adesione ideologica, ma anche il rischio concreto di un passaggio ad azioni violente. Per questa ragione è stato chiesto e ottenuto il collocamento cautelare della diciassettenne in una comunità.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Alle indagini hanno partecipato il Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Umbria, le Digos di Perugia e Milano, la Polizia postale e gli uffici specializzati nel contrasto al terrorismo internazionale.

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