Sayf racconta il dolore per l'amico scomparso, il sogno è costruire una famiglia

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Sayf racconta la perdita del migliore amico, il legame con i genitori e il desiderio di costruire una famiglia. Il cantautore genovese si prepara al Santissima Fest del 18 luglio all’Arena del Mare di Genova, già tutto esaurito.

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Adam Viacava, conosciuto dal pubblico come Sayf, porta nella propria musica una storia personale segnata dalle origini italiane e tunisine, dall’infanzia trascorsa a Santa Margherita Ligure e dai legami costruiti negli anni. Nato a Genova nel 1999, il cantautore ha raccolto esperienze, ricordi e rapporti familiari nel suo primo album, Santissimo.

Alla vigilia del Santissimo Tour e del Santissima Fest, in programma il 18 luglio all’Arena del Mare di Genova con i biglietti già esauriti, l’artista ha ripercorso alcuni passaggi della propria vita. Tra questi ci sono gli anni della scuola, il rapporto con i genitori, l’amore e soprattutto la morte del suo migliore amico.

Sayf descrive l’adolescenza a Santa Margherita Ligure come un periodo sereno, fatto di amicizie semplici e di estati rimaste impresse nella memoria. Pur essendo attratto dalla vicina Genova, dove andava spesso a trovare le zie, non considera il paese in cui è cresciuto un luogo privo di opportunità. Da ragazzo, spiega, aveva tutto ciò di cui sentiva il bisogno.

Le scuole medie hanno rappresentato la fase più complicata, soprattutto per il peso delle aspettative sociali. Il cambiamento è arrivato al liceo, quando nuove amicizie lo hanno aiutato a superare la timidezza. Proprio in quegli anni ha iniziato a intervenire nelle situazioni che riteneva ingiuste, anche per difendere i compagni dai comportamenti scorretti degli insegnanti.

Quella sensibilità è rimasta anche nella scrittura. Sayf affronta temi legati alla giustizia sociale e all’equità, ma non si attribuisce il compito di indicare soluzioni. Il suo obiettivo, racconta, è mostrare i problemi attraverso lo sguardo di un artista, senza pretendere che ogni musicista debba assumere una posizione pubblica.

Il ricordo più doloroso riguarda l’amico conosciuto durante l’infanzia e morto quando entrambi avevano circa vent’anni. La perdita, racconta Sayf, è stata devastante e continua ad accompagnarlo. Mentre lui e gli altri ragazzi del gruppo stanno entrando nell’età adulta, torna spesso a chiedersi quale persona sarebbe diventato l’amico scomparso.

Un altro tema centrale è la famiglia. Nei suoi brani il cantautore ha parlato della separazione dei genitori e di un periodo di lontananza del padre, precisando però che non gli è mai mancato un sostegno concreto. Con la madre, impegnata a lungo nel lavoro ma sempre presente, conserva un rapporto molto stretto.

Le radici italiane e tunisine convivono nella sua identità e uniscono due nuclei familiari che, nel tempo, hanno trovato un equilibrio. Crescendo, Sayf ha percepito anche un graduale cambiamento nel rapporto con i genitori, con responsabilità sempre maggiori e ruoli che lentamente iniziano a invertirsi.

Nella vita sentimentale, da adolescente tendeva a idealizzare le ragazze senza costruire relazioni reali. A vent’anni ha vissuto una convivenza con una coetanea conosciuta al liceo, mentre oggi è legato da alcuni mesi a una nuova compagna. Guardando al futuro, il desiderio è semplice e preciso: avere una famiglia.

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