Cingoli, trovati 136.900 euro nella casa della donna morta da due mesi
Due tecnici impegnati nella bonifica della casa di Cornelia Daniela Merz, morta da circa due mesi a Troviggiano di Cingoli, hanno trovato 136.900 euro in contanti. Il denaro è stato inventariato dalla Polizia locale e messo al sicuro.
Due tecnici incaricati di bonificare l’abitazione di Cornelia Daniela Merz hanno scoperto 136.900 euro in contanti, nascosti in diverse buste bianche tra oggetti personali e ricordi conservati nella casa. La somma è stata affidata alla Polizia locale e trasferita in un istituto di credito.
Il ritrovamento è avvenuto in un casolare di Troviggiano, frazione di Cingoli, in provincia di Macerata. Gli operatori della Ekonore, azienda specializzata con sede legale a Milano e sede operativa a Viareggio, stavano eseguendo un intervento di sanificazione dopo la morte della proprietaria.
La donna, una casalinga svizzera di 65 anni, era stata trovata senza vita nella camera da letto il 17 giugno 2026. Secondo gli accertamenti, il decesso risaliva ad almeno due mesi prima. L’autopsia, svolta dal medico legale Antonio Tombolini su incarico della procura di Macerata, ha stabilito che Cornelia Daniela Merz è morta per cause naturali.
Quando hanno notato le banconote, i due tecnici hanno interrotto il lavoro nell’area interessata e avvisato Francesco Colombo, amministratore delegato e fondatore dell’azienda. La direzione ha quindi contattato le autorità. Gli agenti, insieme al comandante della Polizia locale, hanno contato e inventariato il denaro prima di prenderlo in consegna.
L’intervento che aveva portato alla scoperta del corpo era scattato dopo alcune segnalazioni. Il Dipartimento di Salute mentale di Jesi aveva avvertito i servizi sociali perché il figlio della donna, disabile e seguito dalla struttura, non si presentava più alle terapie. Negli stessi giorni un vicino aveva riferito di non vedere da tempo la sessantacinquenne.
Nella casa vivevano anche il marito di 74 anni e il figlio di 43. Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, entrambi erano stati accompagnati all’ospedale Carlo Urbani di Jesi per accertamenti sanitari e assistenza. Non risultano indagati.
La provenienza e la titolarità dei 136.900 euro dovranno ora essere valutate nell’ambito degli adempimenti successori. La somma resterà custodita fino alla conclusione degli accertamenti e alla definizione degli aventi diritto.
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