Sicurezza e bande giovanili: ecco le nuove misure su fermi e risarcimenti
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo disegno di legge sulla sicurezza che introduce misure contro le bande giovanili, estende il fermo preventivo ai minori e limita i risarcimenti per chi commette gravi reati.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 14 luglio 2026 un nuovo disegno di legge sulla sicurezza che rafforza gli strumenti contro bande giovanili, violenze nella movida e vandalismi. Il provvedimento estende inoltre il fermo preventivo ai minorenni e limita il diritto al risarcimento per chi subisce un danno mentre sta commettendo determinati reati gravi.
Il testo, dedicato anche alla prevenzione del disagio giovanile e all’organizzazione delle forze di polizia e del ministero dell’Interno, integra il pacchetto varato dal governo il 5 febbraio 2026. Le disposizioni dovranno ora affrontare l’esame del Parlamento prima di diventare legge.
Una delle principali novità riguarda il cosiddetto divieto di aggregazione. Il questore potrà inserirlo nell’avviso orale rivolto a persone ritenute pericolose per la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di impedire la formazione di gruppi coinvolti in aggressioni, danneggiamenti o altri episodi di violenza nelle aree urbane.
Il disegno di legge amplia anche il fermo di prevenzione, che potrà essere applicato ai minori di 18 anni durante operazioni di polizia svolte in luoghi molto frequentati, come le zone della movida. La misura potrà scattare quando esistono elementi concreti per ritenere che una persona possa mettere in pericolo la sicurezza pubblica.
Tra gli indizi previsti rientrano il possesso di armi o oggetti utilizzabili per colpire, l’impiego di caschi o strumenti capaci di ostacolare l’identificazione e precedenti segnalazioni per reati legati agli stupefacenti. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha precisato che il fermo potrà essere disposto dagli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico, compresa la Polizia locale quando partecipa a queste attività.
Il provvedimento introduce inoltre un’aggravante per i danneggiamenti commessi da gruppi di almeno cinque persone. La pena prevista va da un anno e sei mesi a cinque anni di reclusione, con una multa che può arrivare a 15 mila euro. La nuova fattispecie comprende la distruzione o il deterioramento di beni altrui, anche quando le condotte sono accompagnate da violenze o minacce.
Per questi reati gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria potranno procedere all’arresto facoltativo in flagranza. Sarà possibile utilizzare anche l’arresto differito, basato su immagini e altri elementi raccolti dopo i fatti, secondo le condizioni previste dalla legge.
Un altro intervento modifica il codice civile e riduce la possibilità di ottenere un risarcimento quando il danno si verifica durante la commissione di gravi delitti. L’esclusione riguarda, tra gli altri, violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, rapina, sequestro di persona a scopo di estorsione e alcune forme di furto.
La norma è stata collegata politicamente al caso del gioielliere Mario Roggero, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori dopo un assalto al suo negozio di Grinzane Cavour. I familiari delle vittime avevano avanzato richieste di risarcimento per circa 3,3 milioni di euro.
Il testo prevede infine la procedibilità d’ufficio per le lesioni personali lievi o lievissime inflitte a ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza durante lo svolgimento delle loro funzioni. In questi casi l’azione penale potrà partire senza la necessità di una querela presentata dalla persona ferita.
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