Ucraina, accordo con Francia e Italia per quattro SAMPT NG e 16 caccia Rafale
L’Ucraina avvia con Francia e Italia un piano per rafforzare la difesa aerea: ordinerà quattro SAMP/T NG e 16 Rafale, riceverà due batterie provvisorie e potrà produrre in patria missili Aster 30, Scalp e bombe Aasm su licenza.
L’Ucraina rafforzerà la propria difesa aerea con quattro sistemi franco-italiani SAMP/T NG e 16 caccia Rafale, mentre Francia e Italia accelereranno la consegna dei missili intercettori Aster 30 entro ottobre 2026. In attesa dei nuovi apparati, Parigi invierà a Kiev due batterie SAMP/T già operative.
L’intesa è stata formalizzata dopo gli incontri tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi. Kiev sarà il primo Paese a utilizzare in combattimento la nuova generazione del sistema SAMP/T, progettato per contrastare aerei, missili da crociera e minacce balistiche.
L’ordine prevede quattro SAMP/T NG, finanziati attraverso il programma europeo di sostegno all’Ucraina. I primi moduli dovrebbero essere schierati progressivamente dal 2027. Entro la fine del 2026 sarà inoltre trasferito un radar GF300, seguito da altri apparati destinati alla sorveglianza e all’individuazione dei bersagli.
Francia e Italia hanno anche autorizzato la produzione su licenza in Ucraina dei missili Aster 30. Parigi consentirà inoltre alle aziende ucraine di fabbricare i missili da crociera Scalp e le bombe guidate Aasm, con l’obiettivo di aumentare le scorte disponibili e ridurre i tempi necessari per ricevere nuove munizioni.
Il piano comprende l’acquisto iniziale di 16 Rafale, prima parte di un programma più ampio annunciato da Kiev. L’addestramento dei piloti e dei tecnici ucraini potrà iniziare in Francia nel corso del 2026. I primi quattro velivoli saranno consegnati dopo il completamento della preparazione del personale, insieme ai relativi armamenti.
Alle forniture europee si affianca il progetto Freyja, il sistema antimissile che l’azienda ucraina Fire Point sta sviluppando con partner industriali del continente. Il programma punta a creare un’architettura aperta, capace di integrare intercettori ucraini, radar terrestri e sistemi europei di comando e controllo.
Il nucleo del progetto è il missile FP-7.X, pensato per colpire missili balistici a un costo inferiore rispetto agli intercettori Patriot statunitensi. Fire Point punta a mantenere il prezzo di ogni munizione sotto il milione di dollari, ma lo sviluppo richiede ancora l’integrazione di radar, sensori di guida e tecnologie per il tracciamento dei bersagli.
Durante il salone Eurosatory di Parigi, Fire Point ha presentato Freyja come una possibile base per una futura difesa antibalistica europea. L’azienda ha già raggiunto un’intesa con la tedesca Hensoldt per l’impiego dei radar TRML-4D e sta lavorando con altri produttori europei per completare le diverse componenti del sistema.
La società ucraina, già attiva nella produzione di droni a lungo raggio e del missile da crociera Flamingo, prevede di tentare la prima intercettazione di un missile balistico entro la fine del 2027. I tempi dipenderanno dall’esito dei test e dalla disponibilità delle tecnologie necessarie per rendere affidabile l’intero apparato.
La nuova cooperazione con Francia e Italia risponde alla necessità di proteggere città e infrastrutture ucraine dai continui attacchi russi con missili e droni. Kiev continuerà nel frattempo a chiedere sistemi Patriot agli alleati, affiancando alle forniture occidentali lo sviluppo di una capacità nazionale ed europea di difesa antimissile.
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