Caldo estremo, l'OMS avverte: ondate fino all'autunno e nuovi piani per proteggere la salute
Le nuove ondate di calore continueranno a interessare l’Europa con temperature fino a 43 gradi tra Penisola Iberica, Francia e Benelux. L’OMS avverte che episodi simili potranno ripetersi fino all’inizio dell’autunno e chiede ai governi piani permanenti per proteggere la salute pubblica.
Le ondate di calore non rappresentano più un fenomeno eccezionale, ma una condizione destinata a ripresentarsi con maggiore frequenza e intensità. A lanciare l’allarme è Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, che prevede una nuova fase di temperature elevate con punte fino a 43 gradi tra Portogallo e Spagna meridionale, mentre Francia e Paesi del Benelux si preparano a un nuovo aumento dei valori termici. Anche alcune aree dell’Asia centrale continuano a registrare temperature vicine ai 40 gradi.
Per affrontare una situazione ormai ricorrente, il 6 luglio Kluge ha riunito i rappresentanti di 41 Stati della Regione europea dell’OMS insieme alla Commissione Europea. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento tra i Paesi e preparare risposte comuni a un’emergenza sanitaria che, secondo l’OMS, deve essere gestita con la stessa continuità con cui vengono affrontate le epidemie stagionali.
Secondo il direttore regionale dell’OMS, il caldo estremo non si limita più ai mesi centrali dell’estate. Nel 2026 un’ondata si è verificata già in primavera e condizioni analoghe potrebbero protrarsi fino all’inizio dell’autunno. Per questo motivo i governi sono chiamati a predisporre strategie permanenti e non soltanto interventi temporanei durante i periodi più critici.
I piani adottati in diversi Paesi europei puntano a mettere in collegamento servizi meteorologici, sanità, protezione civile, assistenza sociale e sicurezza sul lavoro. In Italia, il Ministero della Salute monitora quotidianamente 27 città attraverso i bollettini dedicati al rischio caldo, mentre numerose amministrazioni locali hanno sviluppato misure specifiche per ridurre gli effetti delle alte temperature.
Anche altri Stati stanno sperimentando iniziative mirate. In Spagna sono state rafforzate le campagne di informazione rivolte ai cittadini sui rischi sanitari legati al caldo, mentre l’Austria ha introdotto norme per tutelare i lavoratori durante le giornate con temperature elevate. Ad Atene è stata invece istituita la figura del chief heat officer, responsabile della pianificazione delle misure contro il caldo estremo, con interventi che comprendono l’aumento delle aree verdi, delle fontanelle pubbliche e degli spazi destinati al raffrescamento della popolazione.
Tra le criticità segnalate dall’OMS rientrano anche gli edifici costruiti soprattutto dalla seconda metà del Novecento, spesso progettati senza tenere conto delle temperature oggi sempre più elevate. Materiali come cemento e ampie superfici vetrate favoriscono l’accumulo di calore negli ambienti interni, rendendo ancora più importante disporre di sistemi di allerta capaci di attivare le misure di prevenzione prima dell’arrivo delle ondate più intense.
Particolare attenzione deve essere riservata alle persone più esposte ai rischi sanitari, tra cui anziani, donne in gravidanza e soggetti fragili. Oltre ai controlli attraverso reti di assistenza dedicate, l’OMS richiama il valore dei gesti quotidiani: una telefonata o una visita a chi vive solo possono contribuire a prevenire conseguenze gravi durante i periodi di caldo estremo.
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