Lamin Saidilly, il passato in Inghilterra e il litigio con il padre prima dell'accoltellamento a Milano

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Lamin Saidilly, 22 anni, arrestato per il tentato omicidio di un 55enne accoltellato a Milano, avrebbe trascorso un periodo in carcere nel Regno Unito prima del rientro in Veneto. Gli investigatori ricostruiscono i suoi spostamenti e verificano il suo passato.

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Lamin Saidilly, il passato in Inghilterra e il litigio con il padre prima dell'accoltellamento a Milano
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Proseguono gli accertamenti sulla vita di Lamin Saidilly, il ventiduenne arrestato con l'accusa di aver tentato di uccidere un uomo di 55 anni durante l'aggressione avvenuta sabato mattina in via Capecelatro, a Milano. Gli investigatori stanno ricostruendo il suo percorso negli ultimi mesi, cercando di chiarire anche il periodo trascorso nel Regno Unito e le ragioni che lo hanno portato nel capoluogo lombardo.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane, nato in Italia da genitori gambiani, sarebbe stato detenuto in Inghilterra prima di rientrare nel nostro Paese. Le autorità italiane hanno avviato contatti con quelle britanniche per verificare la durata della detenzione, il reato contestato e l'eventuale collegamento con episodi di violenza o rapina.

Dopo il ritorno in Italia, alla fine del 2025, Saidilly avrebbe raggiunto il padre a Conegliano Veneto, dove per alcuni mesi ha lavorato come magazziniere in un'azienda del settore alimentare. La convivenza, però, si sarebbe deteriorata a causa di contrasti legati alle spese domestiche e il padre lo avrebbe invitato a lasciare l'abitazione.

Le verifiche della polizia indicano che il giovane è arrivato a Milano il 23 giugno. Nei giorni successivi avrebbe soggiornato in diverse strutture ricettive, pagando regolarmente i pernottamenti senza creare problemi. Dopo il 30 giugno i suoi movimenti risultano meno chiari e gli investigatori stanno cercando di ricostruire dove abbia trascorso i giorni precedenti all'aggressione.

Nel frattempo Saidilly si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari. Il suo difensore, l'avvocata Simona Brambilla, ha riferito che il ragazzo sostiene di non ricordare quanto accaduto fino al momento in cui si è ritrovato sull'auto della polizia. Ha inoltre dichiarato di non ricordare neppure la frase attribuitagli dopo l'arresto, nella quale avrebbe detto di essersi divertito e di voler ripetere il gesto una volta uscito dal carcere.

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