Delitto di Garlasco, l'audizione di Gennaro Cassese: il confronto con i magistrati e i ripetuti non ricordo

Notizia in breve

L’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese, ascoltato nell’ambito della riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco, ha risposto più volte di non ricordare alcuni passaggi delle attività investigative svolte nel 2007. Durante l’audizione, il procuratore aggiunto di Pavia lo ha richiamato a fornire risposte basate sui fatti.

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Delitto di Garlasco, l'audizione di Gennaro Cassese: il confronto con i magistrati e i ripetuti non ricordo
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Nel corso della trasmissione televisiva «Quarta Repubblica» è stato mostrato un estratto della deposizione resa il 27 giugno 2025 da Gennaro Cassese, all'epoca dei fatti comandante della Compagnia dei carabinieri di Vigevano. L'audizione rientra nelle nuove attività investigative aperte dalla Procura di Pavia sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco.

Nel video emerge un confronto serrato tra l'ex ufficiale e il procuratore aggiunto, che più volte invita il testimone a limitarsi ai fatti accertati. Il magistrato ricorda infatti che le dichiarazioni rese davanti ai pubblici ministeri hanno un valore diverso rispetto alle valutazioni espresse in televisione e sottolinea l'obbligo di dire la verità e di non essere reticente durante un procedimento penale.

Gran parte dell'interrogatorio riguarda il ricordo delle attività investigative svolte negli anni successivi all'omicidio. Alle domande su episodi specifici avvenuti durante le verbalizzazioni, Cassese afferma in più occasioni di non riuscire a ricostruire con precisione quanto accaduto, spiegando che in quel periodo venivano ascoltati numerosi testimoni e che, a distanza di tempo, gli risulta difficile collocare i singoli eventi.

Tra i punti affrontati c'è anche la possibilità che, durante una verbalizzazione, qualcuno si fosse sentito male. Anche su questo aspetto l'ex capitano dichiara di non avere un ricordo preciso, aggiungendo di non poter escludere che un episodio del genere possa essersi verificato, pur senza conservarne memoria.

I ripetuti richiami alla mancanza di ricordi spingono il procuratore a chiedere direttamente se vi siano ragioni di carattere medico che possano giustificare tali difficoltà mnemoniche. Il passaggio contribuisce a definire il tono dell'audizione, caratterizzata da domande puntuali dei magistrati e dall'insistenza nel richiedere risposte circostanziate, evitando ipotesi o valutazioni personali.

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