Benzina e gasolio, stop allo sconto accise: pieno più caro dal 3 luglio
Dal 3 luglio termina lo sconto sulle accise su benzina e gasolio: senza proroga del governo i prezzi alla pompa aumentano di 6,1 centesimi al litro, con un pieno più caro di 3,05 euro e diesel oltre i 2 euro in autostrada.
Dal 3 luglio il taglio delle accise sui carburanti arriva a scadenza e, senza una nuova proroga, il costo di benzina e gasolio tornerà a salire. La misura aveva ridotto il peso fiscale di 5 centesimi al litro, pari a 6,1 centesimi considerando anche l’Iva.
Il provvedimento varato il 5 giugno aveva fissato, dal 7 giugno al 3 luglio 2026, le aliquote di accisa a 622,90 euro per mille litri sia per la benzina sia per il gasolio usato come carburante. Con la fine dello sconto, l’imposta piena tornerà a incidere sui listini alla pompa.
In assenza di interventi dell’ultimo momento, il rincaro sarà immediato per gli automobilisti. Il costo aggiuntivo per un pieno da 50 litri viene stimato in 3,05 euro. Il gasolio potrebbe arrivare a circa 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e superare i 2 euro in autostrada, dove le stime lo indicano attorno a 2,02 euro al litro.
Anche la benzina è destinata ad aumentare. Le previsioni indicano un prezzo medio vicino a 1,86 euro al litro sulla rete stradale e a circa 1,95 euro al litro nei distributori autostradali. Il governo non ha escluso una nuova proroga, ma la decisione resta legata all’andamento dei mercati energetici e alle tensioni internazionali.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha collegato ogni valutazione all’evoluzione dei negoziati per la piena ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz. Gli interventi sulle accise adottati finora hanno comportato per lo Stato un costo complessivo stimato in circa 2 miliardi di euro.
Le associazioni dei consumatori chiedono al governo di confermare lo sconto. Il Codacons contesta il possibile rialzo dei prezzi mentre il petrolio risulta in calo rispetto ai valori di inizio giugno. Secondo l’associazione, il Brent è sceso da circa 95 dollari al barile a poco più di 70 dollari, ma i prezzi alla pompa si sono ridotti in misura molto più contenuta.
L’Unione nazionale consumatori sollecita un nuovo intervento sulle accise e critica l’efficacia della moral suasion verso le compagnie petrolifere. La richiesta è di mantenere almeno il taglio minimo di 5 centesimi al litro, che con l’Iva arriva a 6,1 centesimi, per evitare un nuovo aggravio diretto sulle famiglie e sugli automobilisti.
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