Strage di Altavilla Milicia, ergastolo per Barreca e i due presunti santoni

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La Corte d’assise di Palermo ha condannato all’ergastolo Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente per la strage di Altavilla Milicia. Le vittime furono Antonella Salamone e i figli Kevin ed Emanuel, uccisi nel 2024.

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La Corte d’assise di Palermo ha condannato all’ergastolo Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente per la strage di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. La sentenza riguarda l’uccisione di Antonella Salamone, 41 anni, moglie di Barreca, e dei due figli della coppia, Kevin ed Emanuel, di 16 e 5 anni.

I giudici della prima sezione, presieduta da Vincenzo Terranova, hanno inflitto il carcere a vita a tutti e tre gli imputati. La decisione è andata oltre la richiesta formulata dalla Procura di Termini Imerese per Giovanni Barreca, per il quale erano stati sollecitati 30 anni di reclusione in ragione di un vizio parziale di mente. Per Sabrina Fina e Massimo Carandente, indicati come figure centrali nei riti compiuti nella villetta, l’accusa aveva invece chiesto l’ergastolo.

Il massacro risale al febbraio 2024 e avvenne nell’abitazione della famiglia Barreca, ad Altavilla Milicia. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Antonella Salamone e i figli furono torturati e uccisi durante presunti rituali di purificazione dal demonio ed esorcismi. I tre imputati sono stati ritenuti responsabili della morte della donna e dei due bambini.

Sabrina Fina e Massimo Carandente erano descritti nell’inchiesta come una coppia di sedicenti santoni. Avrebbero avuto un ruolo diretto nelle violenze compiute nella casa, insieme a Giovanni Barreca, marito della vittima e padre dei due minori uccisi.

Resta separata la posizione di Miriam Barreca, figlia di Giovanni Barreca e Antonella Salamone e sorella di Kevin ed Emanuel. All’epoca dei fatti aveva 17 anni ed è stata giudicata con il rito minorile. Dopo il processo di primo grado, in appello è stata assolta perché ritenuta costretta a partecipare ai fatti, formula prevista nei procedimenti davanti al tribunale per i minorenni.

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