Multa per il topless sul fiume a Cividale del Friuli, una 55enne fa ricorso contro la sanzione
Una donna residente in Friuli ha impugnato una multa da 105 euro ricevuta dopo essere stata sorpresa a prendere il sole in topless sul greto del fiume Natisone a Cividale del Friuli. Il ricorso sarà esaminato dal giudice di pace il 10 febbraio 2027.
Una multa da 105 euro ricevuta nell'estate del 2021 è destinata a trasformarsi in un caso giudiziario. Maria José Bordalo Nunes, 55 anni, cittadina brasiliana che vive in Italia da oltre trent'anni e lavora come badante, ha deciso di contestare la sanzione amministrativa elevata dalla polizia locale dopo essere stata trovata in topless sul greto del fiume Natisone, a Cividale del Friuli, in provincia di Udine. Il ricorso sarà discusso davanti al giudice di pace il 10 febbraio 2027.
L'episodio risale al 4 giugno 2021. La donna racconta di essersi fermata lungo il fiume per prendere il sole, in una zona che riteneva tranquilla e priva di divieti specifici. Dopo essersi tolta la parte superiore del costume si sarebbe addormentata. Al risveglio avrebbe trovato gli agenti della polizia locale, intervenuti dopo una segnalazione arrivata da alcune persone che l'avrebbero vista dal Ponte del Diavolo.
Nel verbale gli agenti contestano un comportamento ritenuto offensivo della pubblica decenza, sostenendo che la donna fosse visibile dalla pubblica via mentre indossava soltanto un perizoma. Da qui la sanzione amministrativa, che la 55enne ha scelto di impugnare ritenendo di non aver commesso alcuna violazione.
Secondo la sua ricostruzione, al momento dei fatti il tratto di fiume era praticamente deserto e non erano presenti bambini o altri passanti. La donna sostiene inoltre di non aver visto cartelli che vietassero il topless o la permanenza in quel punto e afferma di essere rimasta sorpresa quando gli agenti le hanno chiesto di rivestirsi e di seguirli al comando.
Bordalo Nunes spiega di essere abituata da anni a prendere il sole senza la parte superiore del costume e considera il topless una scelta personale legata al proprio benessere. A suo giudizio qualcuno avrebbe avvisato la polizia dopo averla notata dal ponte, dando origine all'intervento che ha portato alla multa.
Tra le motivazioni del ricorso, la donna richiama anche il diverso approccio culturale che, a suo dire, esiste nei confronti del corpo femminile e sostiene che il suo comportamento non fosse diretto a offendere nessuno. Nel frattempo racconta di aver modificato le proprie abitudini, scegliendo luoghi sempre più appartati per evitare nuove contestazioni, mentre attende la decisione del giudice sulla legittimità della sanzione.
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