Manager Balenciaga licenziato a Scandicci, il Tribunale conferma il provvedimento per molestie alle dipendenti

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Il Tribunale di Firenze ha confermato il licenziamento di un dirigente Balenciaga dello stabilimento di Scandicci, accusato di molestie e comportamenti umilianti verso le dipendenti. Decisive le testimonianze raccolte durante un'indagine interna avviata dall'azienda.

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Manager Balenciaga licenziato a Scandicci, il Tribunale conferma il provvedimento per molestie alle dipendenti
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Il Tribunale di Firenze ha ritenuto legittimo il licenziamento di un dirigente di Balenciaga impiegato nello stabilimento di Scandicci, respingendo il ricorso presentato dall'uomo contro il provvedimento disciplinare. Secondo il giudice, il responsabile avrebbe creato un clima di lavoro offensivo e mortificante, caratterizzato da continui episodi lesivi della dignità delle lavoratrici.

L'indagine interna dell'azienda era partita dopo un sondaggio anonimo tra il personale, nel quale il reparto aveva registrato un punteggio particolarmente negativo riguardo al tema delle discriminazioni. In seguito, le dipendenti sono state ascoltate singolarmente in colloqui riservati e hanno descritto numerosi episodi attribuiti al dirigente.

Tra i fatti contestati figura un episodio risalente al 2022, quando durante una riunione una dipendente sarebbe stata legata a una sedia con un elastico davanti ai colleghi. Le testimonianze parlano inoltre di commenti sul corpo delle lavoratrici, contatti fisici indesiderati, pacche e sculacciate, oltre a inviti a non indossare reggiseno o biancheria intima sul posto di lavoro.

Nel procedimento disciplinare sono stati richiamati anche presunti comportamenti discriminatori. A una dipendente di origine ebraica, dopo averle chiesto se fosse marocchina, il manager avrebbe rivolto un commento volgare riferito ai rapporti sessuali tra persone ebree. Le lavoratrici hanno inoltre riferito di aver assistito all'esibizione di vibratori all'interno dell'ufficio.

Le dichiarazioni raccolte descrivono anche una serie di frasi offensive. In un'occasione il dirigente avrebbe simulato il suono di una campanella annunciando: «Ragazze, è l'ora del sesso». A una dipendente avrebbe detto che mangiava troppo e che era ingrassata, arrivando a portare una bilancia in ufficio e invitandola a pesarsi ogni giorno. A un'altra avrebbe invece detto di spostarsi perché quella sarebbe stata «la fila di chi ha le poppe».

Il licenziamento, disposto il 27 novembre al termine del procedimento disciplinare, è stato confermato dal giudice, che ha definito quei comportamenti incompatibili con il rispetto della professionalità e della dignità delle lavoratrici, ritenendo pienamente giustificata la decisione dell'azienda.

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