Caldo estremo in Europa, Pregliasco stima fino a 15 mila morti premature tra giugno e luglio

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L'ondata di caldo che sta investendo l'Europa potrebbe provocare tra 5.000 e oltre 10.000 morti premature tra giugno e luglio secondo la stima di Fabrizio Pregliasco. A pesare saranno durata dell'afa, temperature notturne elevate e tutela delle persone più fragili.

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Caldo estremo in Europa, Pregliasco stima fino a 15 mila morti premature tra giugno e luglio
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L'ondata di caldo che sta interessando gran parte dell'Europa potrebbe avere conseguenze molto pesanti sulla salute pubblica. Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano, tra giugno e luglio i decessi prematuri collegati alle temperature eccezionalmente elevate potrebbero essere compresi in una forbice tra 5.000 e 15.000 casi, con una stima che supera le 10 mila vittime.

Si tratta di una previsione epidemiologica e non di un bilancio definitivo. La valutazione prende in considerazione i dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità, che ha segnalato oltre 1.300 decessi in eccesso durante la prima settimana della più recente ondata di calore, insieme agli episodi di afa registrati già nel mese di giugno e alle previsioni che indicano un luglio ancora caratterizzato da temperature molto elevate.

Secondo Pregliasco, il numero finale delle vittime dipenderà soprattutto dalla durata del caldo intenso, dalle temperature notturne che impediscono all'organismo di recuperare e dalla capacità dei sistemi sanitari e dei servizi di assistenza di proteggere anziani, persone con patologie croniche e altri soggetti più vulnerabili.

Lo specialista richiama inoltre l'attenzione sull'evoluzione del quadro meteorologico. Dopo periodi di caldo eccezionale aumenta infatti la probabilità di temporali violenti, grandinate e forti raffiche di vento, fenomeni che interessano soprattutto le regioni del Nord. L'arrivo di aria più fresca non coincide quindi automaticamente con la fine dell'emergenza, perché il contrasto tra masse d'aria molto calde e correnti più fredde può favorire eventi atmosferici particolarmente intensi.

Per questo motivo viene raccomandata prudenza sia durante la fase di afa persistente sia in occasione dei temporali più violenti, limitando gli spostamenti quando le condizioni meteo peggiorano e prestando particolare attenzione alle persone più esposte ai rischi legati alle temperature estreme. Secondo Pregliasco, la crescente frequenza di questi episodi è coerente con gli effetti del cambiamento climatico, che rende le ondate di calore e gli eventi meteorologici intensi sempre più ricorrenti.

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