Meloni, rapporti con gli Usa e Iran al centro: critiche a Vannacci e replica sul caso dei voli
Giorgia Meloni ribadisce che l'Italia non ha preso parte alle operazioni militari contro l'Iran e difende i rapporti con gli Stati Uniti. La premier interviene anche su Vannacci, legge elettorale, Covid e possibile presidente della Repubblica di area conservatrice.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito di voler mantenere un rapporto saldo con gli Stati Uniti, respingendo sia l'accusa di antiamericanismo sia quella di eccessiva subordinazione a Washington. Intervistata a "10 Minuti" su Rete 4, la leader di Fratelli d'Italia ha spiegato di credere in un Occidente unito, sostenendo che la forza dell'Italia passi anche attraverso una collaborazione leale tra gli alleati, senza rinunciare alla franchezza nei rapporti internazionali.
La premier è tornata anche sulle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, relative ai voli statunitensi partiti dalle basi americane presenti in Italia durante le operazioni contro l'Iran. Secondo Meloni, il riferimento ai circa 500 voli è stato formulato in modo impreciso, perché comprende attività già previste dagli accordi bilaterali. Ha precisato che il governo ha autorizzato esclusivamente missioni di carattere tecnico e logistico, escludendo qualsiasi operazione offensiva, in linea con quanto comunicato in Parlamento.
Sul fronte della politica interna, Meloni ha affrontato il tema dell'eventuale elezione di un presidente della Repubblica proveniente dall'area di centrodestra. A suo giudizio, l'ipotesi continua a essere vista con diffidenza da una parte dell'establishment, ma ritiene che non esistano ragioni per considerarla un tabù e che anche chi non appartiene alla sinistra abbia pieno diritto di esprimere le massime cariche istituzionali.
La presidente del Consiglio ha poi rivolto critiche al generale Roberto Vannacci e al suo movimento politico, sostenendo che, al di là di alcune differenze sui temi trattati, l'azione parlamentare finisca per coincidere con quella delle opposizioni. Secondo Meloni, l'obiettivo comune sarebbe quello di indebolire l'esecutivo, rendendo difficile qualsiasi prospettiva di collaborazione.
Parlando di immigrazione, la leader di Fratelli d'Italia ha spiegato che la cosiddetta remigrazione, nella sua interpretazione, coincide con i programmi di rimpatrio volontario assistito già previsti dalle istituzioni italiane, dall'Unione Europea e dall'Unhcr. Ha aggiunto che le maggiori difficoltà riguardano invece i casi in cui i migranti non intendono rientrare nel Paese d'origine.
Meloni ha escluso l'esistenza di tensioni personali con il presidente francese Emmanuel Macron, affermando che tra Roma e Parigi possono esserci divergenze politiche ma anche rapporti improntati alla reciproca chiarezza. Ha definito positivo il recente vertice bilaterale tra Italia e Francia.
Interpellata sulla riforma della legge elettorale, la premier ha sostenuto che l'obiettivo non sia favorire una parte politica, ma consentire agli elettori di scegliere con chiarezza chi governa. Secondo Meloni, il sistema in discussione garantirebbe un'indicazione esplicita del presidente del Consiglio e una maggioranza sufficiente per assicurare stabilità all'esecutivo.
Infine, la presidente del Consiglio ha commentato i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione della pandemia, definendo molto gravi le ricostruzioni relative all'acquisto di mascherine dalla Cina durante l'emergenza Covid. A suo avviso, gli approfondimenti dovranno chiarire eventuali responsabilità nell'utilizzo delle risorse pubbliche destinate alla gestione della crisi sanitaria.
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