Djokovic a Wimbledon 2026, fiducia sull'erba e obiettivo 25° Slam
Novak Djokovic arriva a Wimbledon 2026 convinto di essere più pronto rispetto al Roland Garros e punta al 25° Slam: il serbo debutterà contro Wu Yibing, mentre elogia il ritorno di Serena Williams e valuta l’effetto del caldo sull’erba.
Novak Djokovic si presenta a Wimbledon con la sensazione di aver ritrovato il livello fisico necessario per competere sul palcoscenico che più di altri ha segnato la sua carriera sull’erba. A Londra, dove ha già vinto sette volte, il serbo cerca il 25° titolo Slam e inizierà il torneo contro il cinese Wu Yibing.
Il 39enne ha scelto ancora una volta di arrivare ai Championships senza disputare tornei ufficiali di preparazione sull’erba, puntando su allenamenti ed esibizioni per adattarsi alla superficie. Secondo Djokovic, questa soluzione gli permette di gestire meglio il corpo dopo mesi complicati, segnati anche dal problema alla spalla che aveva condizionato la sua stagione.
Rispetto al Roland Garros, il serbo si sente più avanti. A Parigi aveva giocato tre partite molto lunghe, tutte vicine alle quattro ore, prima della sconfitta al terzo turno contro João Fonseca in un match tirato fino al quinto set. Il risultato non era quello sperato, ma la tenuta fisica gli ha dato segnali utili in vista di Wimbledon.
L’erba, per Djokovic, resta una superficie più favorevole della terra battuta in questa fase della carriera. Gli scambi sono spesso più brevi, il dispendio atletico può essere minore e il suo gioco aggressivo ha storicamente funzionato bene sui campi dell’All England Club. Anche per questo il serbo parla di una fiducia più alta rispetto all’arrivo a Parigi.
Durante l’incontro con i media, Djokovic ha dedicato parole di grande stima anche a Serena Williams, tornata a Wimbledon in singolare dopo quasi quattro anni di assenza e dopo la nascita della seconda figlia. Il serbo ha raccontato di averla vista lavorare duramente in palestra e considera il suo rientro una spinta personale, oltre che un momento forte per tutto il tennis.
Il caldo è un altro elemento che il torneo dovrà gestire. Djokovic ha spiegato che temperature elevate possono modificare il comportamento dell’erba, rendendo diverso il rimbalzo e cambiando la velocità del campo. Con umidità e calore anche le palline tendono a diventare più pesanti, rallentando il gioco e obbligando i giocatori ad adattarsi punto dopo punto.
Il serbo ha ricordato che l’erba resta comunque una superficie delicata e scivolosa, anche quando le condizioni sembrano buone. Finora, tra allenamenti e partite di preparazione non ufficiali, non ha avuto cadute: un dettaglio che Djokovic ha accolto con prudenza, perché a Wimbledon ogni variazione del campo può pesare sull’equilibrio di una partita.
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