Legge elettorale, Riccardo Magi espulso alla Camera dopo la protesta sul voto bloccato
Riccardo Magi è stato espulso dall’Aula della Camera durante l’esame della riforma della legge elettorale; la protesta contro listone e liste bloccate ha portato alla sospensione della seduta avviata in mattinata a Montecitorio.
La discussione sulla riforma della legge elettorale è partita alla Camera con una sospensione immediata dei lavori e l’espulsione dall’Aula di Riccardo Magi. Il segretario di +Europa, relatore di minoranza, ha trasformato il suo intervento in una protesta contro il sistema del listone e delle liste bloccate.
Durante la seduta a Montecitorio, Magi ha mostrato e poi strappato un manifesto che riproduceva il meccanismo contestato. Sul cartello compariva la frase “Il tuo voto non conta nulla”, scelta per denunciare la riduzione del potere di scelta degli elettori secondo la posizione del deputato.
A presiedere i lavori era Anna Ascani, che ha richiamato Magi dopo il gesto in Aula. Il deputato ha però proseguito la contestazione anche mentre interveniva la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati. Dopo tre richiami, la presidente di turno ne ha disposto l’espulsione.
La seduta è stata quindi sospesa a meno di un’ora dall’avvio della discussione generale. I lavori erano cominciati intorno alle 9.45 con l’illustrazione del provvedimento da parte di Angelo Rossi, deputato di Fratelli d’Italia e tra i relatori del testo.
L’episodio ha segnato l’inizio del confronto parlamentare su una riforma destinata a incidere sulle regole del voto. La protesta di Magi ha riportato al centro del dibattito il tema della rappresentanza e della possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri candidati.
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