Camaiore, Piero Moriconi davanti al giudice dopo l'omicidio di moglie e figlio

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Piero Moriconi ha ammesso di aver ucciso a Camaiore la moglie Kety Andreoni e il figlio Mirko, parlando di liti familiari e richieste di denaro. Oggi è attesa la convalida dell’arresto, mentre la città si raccoglie in lutto.

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Piero Moriconi, 63 anni, ha ricostruito davanti agli inquirenti il duplice omicidio avvenuto a Camaiore, in provincia di Lucca, dove sono morti la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko Moriconi, 24. L’uomo, operaio edile, è detenuto nel carcere di Lucca con l’accusa di duplice omicidio volontario aggravato dal legame familiare con le vittime.

Secondo la versione fornita durante l’interrogatorio, la situazione in casa sarebbe stata segnata da litigi continui. Moriconi avrebbe parlato di richieste di denaro da parte del figlio e di un rapporto ormai deteriorato anche con la moglie. Agli investigatori avrebbe spiegato di aver preso il fucile da caccia al termine di una nuova discussione e di aver sparato contro entrambi.

L’interrogatorio si è svolto giovedì 25 giugno nella caserma dei carabinieri, davanti alla pm Elena Leone. Per oggi, 26 giugno, è fissata l’udienza di convalida dell’arresto. Le dichiarazioni dell’indagato saranno ora valutate dagli inquirenti, che dovranno verificare il quadro familiare descritto e ricostruire con precisione le fasi precedenti al delitto.

Moriconi avrebbe sostenuto che il figlio avesse fragilità personali e problemi legati alla gestione del denaro. Nel racconto agli investigatori avrebbe anche escluso che l’orientamento sessuale di Mirko fosse il movente dell’omicidio, pur ammettendo una preoccupazione per alcune scelte e per un percorso che il giovane avrebbe seguito in passato.

Anche il rapporto con Kety Andreoni, secondo quanto riferito dall’uomo, era arrivato a un punto di rottura. Moriconi avrebbe raccontato di discussioni frequenti e del timore di restare solo ad affrontare le difficoltà familiari, sostenendo inoltre di aver subito aggressioni dalla moglie. Si tratta di elementi che restano al vaglio degli investigatori.

Il difensore d’ufficio Giacomo Fabbri ha descritto il suo assistito come una persona provata e senza precedenti penali. Il legale ha definito il gesto gravissimo, ma ha respinto l’ipotesi che alla base del delitto ci fosse ostilità verso il figlio per il suo orientamento sessuale, parlando invece di una condizione familiare complessa.

Kety Andreoni lavorava in una rsa ed era conosciuta nella comunità. Mirko Moriconi era impiegato come cameriere a Viareggio e coltivava la passione per il canto. Dopo la sua morte, amici e conoscenti lo hanno ricordato sui social con messaggi, foto e pensieri legati alla sua voce e alla sua sensibilità.

Camaiore ha proclamato il lutto cittadino dopo il duplice omicidio. Per la sera del 26 giugno è prevista una fiaccolata con partenza da piazza Romboni e arrivo nei pressi dell’abitazione dove si è consumata la tragedia. Sulla vicenda è intervenuto anche l’arcivescovo Paolo Giulietti, richiamando il valore inviolabile della vita e il rifiuto di ogni giustificazione davanti a un omicidio.

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