Trump apre i 250 anni degli Stati Uniti, festa sul National Mall tra Maga e polemiche
Donald Trump ha aperto sul National Mall di Washington le celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti, trasformando il via alla Great American State Fair in un evento politico segnato da slogan Maga, rivendicazioni e polemiche.
Donald Trump ha inaugurato a Washington l’avvio delle celebrazioni per il 250° anniversario degli Stati Uniti con un discorso sul National Mall che ha dato alla Great American State Fair un’impronta fortemente politica. Davanti ai sostenitori, il presidente americano ha rilanciato il messaggio del suo secondo mandato e ha affermato che l’America è tornata, presentando il Paese come più forte sul piano economico, militare e tecnologico.
L’intervento, durato meno di mezz’ora e pronunciato dietro una barriera di vetro antiproiettile, ha intrecciato celebrazione nazionale e agenda Maga. Trump ha rivendicato i risultati ottenuti su economia, immigrazione e politica estera, citando anche il recente accordo legato al conflitto con l’Iran. Ha poi attaccato Joe Biden, definendo la sua gestione economica un disastro, e ha parlato di investimenti esteri per 19 mila miliardi di dollari, una cifra contestata perché superiore a quella indicata dalla stessa amministrazione.
Nel suo discorso, Trump ha accostato il movimento Maga ai patrioti del 1776 e ha sostenuto che negli ultimi mesi gli americani abbiano ripreso il potere da una classe politica distante. Il presidente ha rilanciato lo slogan America First e ha descritto ogni giorno della sua amministrazione come una nuova vittoria per il popolo americano.
La Great American State Fair si svolge sul National Mall dal 25 giugno al 10 luglio e rientra nel programma per l’anniversario della Dichiarazione d’indipendenza del 1776. L’area ospita padiglioni dedicati agli Stati e ai territori americani, con installazioni distribuite lungo uno dei luoghi simbolo della capitale. L’apertura è stata accompagnata da sorvoli militari e da una scenografia costruita attorno ai simboli patriottici statunitensi.
L’evento ha però alimentato critiche e defezioni. Diversi artisti annunciati in precedenza hanno rinunciato alla partecipazione dopo aver sostenuto di essere stati informati di una celebrazione non politica. Anche alcuni Stati guidati dai democratici hanno scelto di non aderire, contestando l’impronta partigiana assunta dalla manifestazione e il ruolo centrale dato alla narrazione politica di Trump.
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