Alisya e Sarah ritrovate a Formia, tre arresti per il sequestro delle due sorelle scomparse
Alisya e Sarah Di Giacinto, 16 e 12 anni, sono state ritrovate a Formia dopo 14 giorni di ricerche. Le due sorelle, scomparse da una casa famiglia in Abruzzo, erano tenute in una stanza senza poter uscire. Tre persone sono state fermate con l'accusa di sequestro.
Dopo due settimane di ricerche, si è conclusa a Formia la vicenda di Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 e 12 anni allontanatesi nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Le due minorenni sono state individuate dai carabinieri all’interno di un’abitazione popolare del comune laziale, dove si trovavano ospitate da un’anziana parente della madre.
Secondo quanto riferito dalla Procura di Sulmona, le ragazze avrebbero trascorso i quattordici giorni della loro scomparsa chiuse in una stanza, senza la possibilità di uscire o aprire le persiane. Durante quel periodo avrebbero avuto come unico svago la televisione. Gli investigatori hanno descritto come particolarmente delicato il momento del ritrovamento, sottolineando il forte stato di chiusura mostrato dalle due sorelle dopo i giorni trascorsi nell’abitazione.
La svolta nelle indagini è arrivata grazie a un’attività investigativa sviluppata dalla Procura di Sulmona insieme ai carabinieri dei comandi provinciali dell’Aquila e di Latina e ai Ros. Gli inquirenti hanno ricostruito i contatti della madre delle ragazze e una videochiamata effettuata verso un numero già monitorato avrebbe consentito di restringere il campo delle ricerche fino all’individuazione del luogo in cui si trovavano le minori.
Nelle ore successive al ritrovamento è stato disposto il fermo di tre persone accusate di sequestro di persona aggravato in concorso. Si tratta della madre delle ragazze, Valentina Dacunto, del compagno Vincenzo Esposito e del nonno materno Marco Dacunto. Dopo gli interrogatori, i tre sono stati trasferiti in carcere. La donna è stata condotta nell’istituto penitenziario di Teramo, mentre i due uomini sono stati portati nella casa circondariale di Sulmona.
Nel corso della conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento, il procuratore capo Luciano D’Angelo ha invitato a concentrare l’attenzione sulla liberazione delle due ragazze più che sugli arresti. Il magistrato ha spiegato che durante le ricerche si era temuto anche il peggiore degli scenari e ha chiesto rispetto per le minori, che ora dovranno affrontare un percorso di recupero dopo quanto vissuto.
Secondo la ricostruzione della Procura, la vicenda non sarebbe legata ad ambienti criminali organizzati ma a dinamiche familiari. D’Angelo ha parlato di un rapporto genitoriale distorto che avrebbe portato a mettere in secondo piano il benessere delle ragazze, privandole della serenità e della tutela che spettano a ogni minore.
Grande emozione è stata espressa dal padre, Stefano Di Giacinto, che sui social ha annunciato il ritrovamento delle figlie ringraziando forze dell’ordine, amici, parenti e tutte le persone che lo hanno sostenuto durante i giorni della scomparsa. Nel messaggio ha scritto di voler ricominciare insieme alle ragazze, chiedendo che venga loro concesso il tempo necessario per superare il trauma vissuto.
L’avvocato del padre, Francesco Riccardi, ha raccontato che la comunicazione del ritrovamento è stata seguita da momenti di forte commozione. Secondo il legale, l’uomo avrebbe accusato un malore per l’emozione ed è stato accompagnato in ospedale. Lo stesso avvocato ha inoltre ricordato la lunga vicenda giudiziaria che negli anni ha coinvolto i tribunali competenti in materia minorile.
Restano aperti gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della fuga dalla struttura di accoglienza e per verificare eventuali responsabilità nella gestione dell’allontanamento delle due ragazze. Al momento Alisya e Sarah si trovano in una struttura protetta e sono affidate alla tutela del sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli.
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