Sorelle scomparse da oltre dieci giorni, gli investigatori seguono la pista di un possibile complice
Le ricerche delle due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da oltre dieci giorni proseguono tra nuove verifiche e l’ipotesi di un aiuto esterno. Gli investigatori ritengono probabile che le ragazze non siano sole, mentre la famiglia continua a sperare che stiano bene.
Proseguono senza sosta le indagini sulla scomparsa delle due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione sulla possibilità che le ragazze siano state aiutate da una o più persone durante la fuga e nei giorni successivi alla loro sparizione.
Il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, ha spiegato che il lungo periodo trascorso dalla scomparsa rende difficile immaginare che due minorenni possano essersi organizzate completamente da sole. Secondo gli investigatori, la permanenza lontano dalla struttura per oltre dieci giorni potrebbe indicare la presenza di qualcuno in grado di fornire supporto logistico e assistenza.
Nell’ambito degli accertamenti è stato ascoltato anche Joussef, diciottenne ed ex ospite della stessa struttura, conosciuto dalla maggiore delle due sorelle circa due anni fa. La sua convocazione rientra nelle verifiche svolte per ricostruire contatti, frequentazioni e possibili spostamenti delle ragazze.
Le attività investigative si stanno estendendo a tutte le aree in cui le due minorenni potrebbero aver trovato punti di riferimento o appoggi. Per rafforzare le operazioni di ricerca è previsto inoltre l’impiego del Life Seeker, una tecnologia utilizzata nei soccorsi che consente di individuare telefoni cellulari anche in zone prive di copertura tradizionale grazie alla creazione di una rete temporanea di comunicazione.
Secondo Alessia Natali, referente dell’associazione Penelope Abruzzo che sta affiancando la famiglia, le ragazze potrebbero aver lasciato la struttura seguendo un percorso conosciuto e sfruttando aree meno visibili. L’ipotesi è che abbiano raggiunto alcuni sentieri della zona con l’assistenza di una persona di fiducia, per poi allontanarsi successivamente in automobile verso altri centri del territorio.
Nonostante l’assenza di notizie certe, il padre Stefano continua a nutrire speranza. Attraverso l’associazione che segue il caso ha fatto sapere di essere convinto che le figlie possano stare bene, pur vivendo giorni segnati da forte preoccupazione e tensione.
La vicenda ha inoltre messo in luce una situazione familiare complessa. I volontari impegnati nelle ricerche riferiscono di aver mantenuto contatti costanti con il padre e con la sua attuale compagna, che avrebbe attivato i primi contatti con l’associazione per sostenere le operazioni di ricerca e mantenere alta l’attenzione sul caso.
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