Eredità Emilio Fede, resta la battaglia tra le figlie per ville milionarie e patrimonio familiare
La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta nata dalla disputa ereditaria tra le figlie di Emilio Fede e Diana De Feo. Al centro dello scontro restano beni di grande valore, tra cui Villa Lucia a Napoli, immobili, gioielli e rapporti bancari.
La Procura di Roma ha chiesto di archiviare l’indagine avviata dopo le denunce presentate da Simona Fede contro la sorella Sveva nell’ambito della complessa successione ereditaria seguita alla morte di Diana De Feo, giornalista ed ex senatrice, scomparsa il 23 giugno 2021 e moglie dell’ex direttore del Tg4 Emilio Fede.
Gli accertamenti riguardavano le ipotesi di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita. Secondo i magistrati non sono emersi elementi tali da configurare responsabilità penali. La richiesta di archiviazione non chiude però il conflitto tra le due sorelle, che continua sul piano della gestione e della ripartizione del patrimonio familiare.
Tra i beni più contesi figura Villa Lucia, storica residenza situata nell’area di Parco Grifeo, a Napoli. Simona Fede sostiene che l’immobile abbia un valore vicino ai sette milioni di euro e rappresenti uno dei principali punti della controversia. La donna afferma inoltre che il testamento della madre le attribuiva un diritto di comodato sulla proprietà, che però non avrebbe mai potuto esercitare.
La disputa coinvolge anche una villa ad Anacapri. Secondo la ricostruzione di Simona Fede, la quota del 50% appartenuta alla madre avrebbe dovuto essere destinata a lei nell’ambito della successione ereditaria.
Le contestazioni riguardano inoltre la gestione di altri beni compresi nell’asse ereditario, tra cui gioielli, conti correnti, cassette di sicurezza e rapporti bancari. Simona Fede ritiene che alcune operazioni effettuate dopo la morte della madre abbiano inciso sulla distribuzione del patrimonio prevista dal testamento redatto nel 2019.
Tra gli episodi finiti al centro delle verifiche degli inquirenti figurano anche l’apertura di una cassetta di sicurezza e alcune movimentazioni relative ai beni della famiglia. Nonostante la richiesta di archiviazione sul fronte penale, la contrapposizione tra le due sorelle resta aperta e continua a riguardare un patrimonio composto da immobili di pregio e altri beni di rilevante valore economico.
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