Rucola e metabolismo, lo studio dell'Università di Pisa apre nuove prospettive contro obesità e glicemia alta

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Una ricerca coordinata dall’Università di Pisa indica che la glucoerucina, sostanza presente nella rucola e in altre Brassicaceae, ha ridotto aumento di peso, glicemia e grasso addominale nei topi alimentati con una dieta ricca di grassi.

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Una sostanza naturale contenuta nella rucola potrebbe contribuire a limitare gli effetti negativi di un’alimentazione ricca di grassi. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Phytotherapy Research” e coordinato dall’Università di Pisa, che ha esaminato il ruolo della glucoerucina, un composto presente nelle verdure appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae, tra cui rucola, broccoli e cavoli.

La ricerca è stata condotta su un modello murino di obesità indotta da una dieta ad alto contenuto di grassi. Gli animali che hanno assunto glucoerucina per dieci settimane hanno registrato un incremento di peso inferiore rispetto al gruppo di controllo. I ricercatori hanno inoltre osservato valori più bassi di glicemia e trigliceridi, insieme a una minore quantità di grasso accumulato nella zona addominale.

L’analisi ha evidenziato cambiamenti significativi anche nel tessuto adiposo. Le cellule del grasso sono risultate più piccole, meno soggette a processi infiammatori e maggiormente coinvolte nel consumo di energia. Secondo gli studiosi, la glucoerucina favorisce il cosiddetto processo di browning, attraverso il quale il grasso bianco acquisisce caratteristiche più simili a quelle del grasso bruno, noto per la sua capacità di aumentare il dispendio energetico dell’organismo.

Abbiamo osservato che la glucoerucina non si limita a ridurre l’accumulo di grasso, ma sembra rendere il tessuto adiposo più attivo dal punto di vista energetico”, ha spiegato Lara Testai del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa. Questo meccanismo consentirebbe all’organismo di utilizzare più calorie invece di immagazzinarle.

Durante la sperimentazione sono stati rilevati anche livelli più elevati di irisina, un ormone prodotto dai muscoli associato alla regolazione del metabolismo energetico. L’aumento di questa sostanza è collegato a una maggiore capacità dell’organismo di consumare energia e bruciare calorie.

Secondo Vincenzo Calderone, docente del Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo pisano, la rucola rappresenta un alimento molto diffuso nella dieta mediterranea ma contiene composti ancora poco esplorati dal punto di vista scientifico. I risultati ottenuti suggeriscono che alcune molecole naturali presenti negli alimenti, in particolare i composti solforati come la glucoerucina, possano influenzare il funzionamento del metabolismo.

Allo studio hanno partecipato i Dipartimenti di Farmacia e di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa. Il gruppo di Farmacia ha seguito gli aspetti sperimentali e le analisi metaboliche e molecolari, mentre quello di Veterinaria ha curato gli esami istologici sul tessuto adiposo. La ricerca ha coinvolto inoltre il Crea – Centro di Ricerca Cerealicola e Colture Industriali di Bologna, responsabile dell’estrazione della glucoerucina, insieme all’Università di Firenze e all’Università Federico II di Napoli.

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