Norbello senza medici di famiglia, il sindaco firma l'ordinanza dell'autoguarigione

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Un’ordinanza simbolica del sindaco di Norbello denuncia l’assenza totale di medici di famiglia nel paese. Con l’ironico “obbligo di autoguarigione” e il “divieto di aggravamento”, il Comune richiama l’attenzione sulle difficoltà di accesso alle cure per 1.100 residenti.

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A Norbello, centro di circa 1.100 abitanti in provincia di Oristano, la mancanza di un medico di famiglia ha spinto il sindaco Matteo Manca a firmare un’ordinanza destinata a far discutere. Il provvedimento introduce in modo provocatorio l’“obbligo di autoguarigione” per i cittadini che si ammalano e il “divieto di aggravamento” delle proprie condizioni di salute.

L’iniziativa nasce dalla situazione sanitaria del paese, dove da tempo non è presente un medico di medicina generale titolare. I residenti sono così costretti a rivolgersi a strutture e professionisti di altri comuni, spesso percorrendo diversi chilometri per ottenere assistenza di base.

Nel testo dell’ordinanza si legge che i cittadini malati dovrebbero guarire autonomamente nel minor tempo possibile. Tra le indicazioni, formulate con evidente ironia, compare anche la richiesta di collaborare attivamente al recupero della salute attraverso buona volontà, pensiero positivo, resistenza fisica e morale e, se necessario, persino un po’ di fortuna.

Il documento specifica inoltre che le modalità per raggiungere la guarigione sono affidate alla libera organizzazione dei residenti, proprio perché sul territorio comunale non esiste la possibilità di ricevere un’assistenza medica continuativa.

Dietro il tono paradossale dell’atto amministrativo c’è però una denuncia precisa. Nelle premesse dell’ordinanza viene evidenziato come l’assenza di un presidio stabile di assistenza primaria renda estremamente difficile l’esercizio del diritto alla salute per la popolazione locale.

Lo stesso sindaco chiarisce nelle note finali che il provvedimento ha un valore esclusivamente simbolico e non produce effetti reali. L’obiettivo è mettere in luce il contrasto tra il diritto alla salute garantito dalla Costituzione e la concreta carenza di servizi sanitari essenziali nel territorio. Il documento è stato trasmesso anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ad altre istituzioni competenti.

Nel passaggio conclusivo viene ribadito che nessuna norma e nessuna conoscenza medica consentono ai cittadini di guarire per effetto di un’ordinanza comunale e che la tutela della salute richiede la presenza effettiva di medici, strutture e servizi adeguati.

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