Raffaella Carrà e l'adozione di Gian Luca Pelloni Bulzoni, il racconto della scelta presa nel 2020

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Raffaella Carrà ha adottato Gian Luca Pelloni Bulzoni nel 2020 dopo la diagnosi di un grave tumore ai polmoni. Per la prima volta il presidente della Fondazione Raffaella Carrà ETS racconta la decisione presa insieme alla celebre artista nei mesi che precedettero la sua morte.

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Gian Luca Pelloni Bulzoni ha raccontato pubblicamente per la prima volta i dettagli della sua adozione da parte di Raffaella Carrà, avvenuta nei mesi successivi alla diagnosi della malattia che avrebbe portato alla scomparsa della celebre artista nel 2021. La testimonianza è arrivata durante la presentazione della Fondazione Raffaella Carrà ETS, di cui oggi è fondatore e presidente.

Il racconto riporta al 22 aprile 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria e del lockdown. In quel periodo alla conduttrice e cantante venne diagnosticato un tumore ai polmoni particolarmente aggressivo. Pelloni Bulzoni ha ricordato i giorni trascorsi all’Argentario e il successivo ritorno a Roma per una visita specialistica fissata all’inizio di maggio.

Secondo quanto riferito, dopo il consulto medico emerse la gravità della situazione clinica. In quelle ore difficili, Pelloni Bulzoni notò Carrà impegnata a scrivere nel suo ufficio. Alla sua domanda su cosa stesse facendo, l’artista rispose che stava preparando il testamento. Un momento che lui ha descritto come uno shock improvviso e doloroso.

Il giorno seguente arrivò la proposta destinata a cambiare il loro rapporto. Alla presenza di Sergio Japino, compagno storico della Carrà e collaboratore per molti anni, l’artista gli chiese di diventare ufficialmente suo figlio adottivo. La motivazione era legata alla volontà di affidargli la tutela del patrimonio umano, professionale e culturale costruito durante la sua carriera.

Pelloni Bulzoni ha spiegato di essere rimasto sorpreso dalla richiesta. Carrà gli lasciò la libertà di riflettere, pur desiderando una risposta rapida. Dopo un momento di esitazione, accettò la proposta, avviando così il percorso che avrebbe portato all’adozione.

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della sua identità e del motivo per cui la vicenda sia emersa pubblicamente. Pelloni Bulzoni ha spiegato che il suo ruolo alla guida della Fondazione avrebbe inevitabilmente portato a domande sul legame con la Carrà, indipendentemente dalle recenti controversie legali legate al musical “Ballo Ballo”.

L’avvocato Barbara Giaquinto, che seguì la pratica di adozione, ha chiarito alcuni aspetti giuridici dell’iter. I genitori biologici di Gian Luca erano già deceduti, il padre nel 2004 e la madre nel 2016, e quindi non era richiesto alcun consenso. Inoltre Carrà non era sposata, non aveva figli e rispettava tutti i requisiti previsti dalla legge, compresa la differenza d’età necessaria tra adottante e adottato.

La legale ha sottolineato che alla base della procedura vi era soprattutto la volontà condivisa da entrambe le parti di intraprendere un percorso familiare che andasse oltre il semplice rapporto professionale costruito negli anni.

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