Maturità 2026, Orazio Rinaldi a 78 anni torna sui banchi e affronta l'esame a Roma
Orazio Rinaldi, 78 anni, affronta la Maturità 2026 all’Istituto Calamandrei di Roma dopo aver frequentato l’intero anno scolastico con compagni molto più giovani. L’ex ufficiale dell’Esercito racconta la stessa tensione dei maturandi e invita i coetanei a rimettersi in gioco.
Domani mattina entrerà in aula per la prima prova scritta della Maturità come migliaia di studenti italiani. Tra loro ci sarà anche Orazio Rinaldi, 78 anni, originario di Monte Sant’Angelo ma residente a Roma da molti anni, che sosterrà l’esame all’Istituto superiore Calamandrei. Un traguardo inseguito a lungo e vissuto con le stesse emozioni dei compagni di classe che hanno quasi sessant’anni meno di lui.
La serata che precede l’esame seguirà una routine semplice: cena con la moglie, qualche ora davanti alla televisione e poi a letto presto. La sveglia suonerà alle 5 del mattino per iniziare la giornata con ginnastica, caffè e biscotti prima di raggiungere la scuola. Nonostante l’esperienza accumulata in una lunga vita professionale, l’ansia resta quella tipica di chi si prepara a una prova importante.
Ex tenente colonnello dell’Esercito e già vicepresidente vicario dell’Associazione italiana scherma presso il Centro sportivo dell’Esercito, Rinaldi ha deciso di tornare a studiare per ottenere quel diploma che non aveva mai conseguito. Un obiettivo che considerava incompleto nel proprio percorso personale e professionale. Pur avendo seguito studi militari, infatti, non aveva ottenuto un titolo riconosciuto nell’ambito civile.
Per raggiungere questo risultato non ha scelto scorciatoie. Dallo scorso settembre ha frequentato regolarmente le lezioni, condividendo i banchi con studenti di 18, 19 e 21 anni. Durante l’anno scolastico si sono create amicizie sincere e un confronto continuo tra generazioni diverse. Rinaldi racconta ad Adnkronos di aver imparato a conoscere meglio il mondo dei social network e dell’intelligenza artificiale, mentre ai compagni ha trasmesso ricordi e testimonianze dirette dell’Italia del dopoguerra, del boom economico e dei cambiamenti sociali vissuti nel corso dei decenni.
Secondo lui, esperienze di questo tipo dovrebbero essere prese in considerazione anche da chi, per ragioni diverse, non ha mai terminato gli studi. Tornare in classe permette di mantenere la mente attiva e di comprendere meglio la società contemporanea. Rinaldi respinge inoltre l’idea che serva particolare coraggio per una scelta simile, sostenendo che la vera difficoltà nasce soltanto quando si smette di esercitare la curiosità e la voglia di imparare.
Il percorso scelto è quello di Amministrazione, finanza e marketing. Le maggiori preoccupazioni riguardano le prove successive al tema d’italiano, in particolare economia aziendale, francese e diritto. Durante le simulazioni svolte nelle scorse settimane ha comunque ottenuto risultati incoraggianti, conquistando un voto alto nella prova scritta di italiano.
Nel raccontare la propria esperienza, Rinaldi riserva parole di apprezzamento anche ai docenti dell’istituto romano, che considera determinanti per il buon esito di questo percorso. Ora l’attenzione è tutta rivolta agli esami, da affrontare con lo stesso spirito e la stessa emozione dei suoi giovani compagni di classe.
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