Militare malato di linfoma dopo le missioni all'estero, il Tribunale condanna il Ministero della Difesa

Notizia in breve

Un tenente colonnello dell’Esercito, impiegato tra il 2001 e il 2014 in missioni in Bosnia, Afghanistan e Libano, ha ottenuto dal Tribunale di Bolzano il riconoscimento come vittima del dovere dopo un linfoma. Il Ministero della Difesa dovrà versare 70mila euro, due vitalizi e le spese legali.

Bolzano
Militare malato di linfoma dopo le missioni all'estero, il Tribunale condanna il Ministero della Difesa
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Un tenente colonnello dell’Esercito italiano ha ottenuto il riconoscimento dello status di vittima del dovere dopo essersi ammalato di linfoma a seguito delle missioni svolte all’estero tra il 2001 e il 2014. La decisione è arrivata dal Tribunale del lavoro di Bolzano, che ha accolto il ricorso dell’ufficiale e disposto il pagamento di una speciale elargizione da 70mila euro, oltre a due assegni vitalizi previsti dalla normativa vigente.

La vicenda prende avvio il 27 marzo 2023, quando il militare, allora cinquantottenne, riceve la diagnosi di tumore del sangue. Dopo l’inizio delle cure, presenta al Ministero della Difesa la richiesta di riconoscimento e di indennizzo legata alla patologia contratta durante il servizio. Non ottenendo risposta favorevole, decide di rivolgersi alla magistratura.

Assistito dagli avvocati Andrea Bava e Thomas Wörndle, l’ufficiale deposita il ricorso presso il Tribunale del lavoro di Bolzano il 15 maggio 2025. La giudice Eliana Marchesini esamina la documentazione relativa ai periodi trascorsi nei teatri operativi: otto mesi complessivi in Bosnia fino al 2003, sei mesi in Afghanistan nel 2011 e tre mesi in Libano nel 2014.

Secondo quanto emerso nel procedimento, la permanenza in Bosnia avrebbe esposto il militare a un ambiente contaminato dai residui dei bombardamenti effettuati con munizioni all’uranio impoverito. La sentenza richiama la presenza di una situazione ambientale compromessa nelle aree interessate dalle operazioni militari.

Tra gli elementi valutati dal giudice figura anche un certificato del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino. Gli esami hanno evidenziato concentrazioni molto elevate di metalli pesanti considerati cancerogeni, tra cui nanoparticelle di cobalto, oltre a cromo, nichel, antimonio, titanio, vanadio e molibdeno. Secondo la documentazione prodotta, tali valori risultano compatibili con una prolungata permanenza in scenari di guerra.

Alla luce degli accertamenti presentati, il Tribunale ha ritenuto superflua una consulenza tecnica d’ufficio. Nella decisione viene affermato che il collegamento tra la malattia e l’esposizione a sostanze presenti nei teatri operativi può essere ragionevolmente presunto.

Oltre alla speciale elargizione da 70mila euro, il Ministero della Difesa dovrà corrispondere al militare un vitalizio mensile da 500 euro previsto per chi contrae infermità durante l’attività lavorativa e un secondo assegno da 1.000 euro destinato alle vittime del dovere. Il dicastero è stato inoltre condannato al pagamento di 8.401 euro per le spese legali, oltre agli interessi maturati a partire dal centoventesimo giorno successivo alla presentazione della domanda amministrativa.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Il Generale Vannacci Annuncia un Nuovo Libro e Scatena la Rabbia del Ministero della Difesa

Attacco con 25 droni contro la Crimea annessa: Il Ministero della Difesa russo respinge l'assalto

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Bolzano'